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Che figuraccia tremenda, cosa dice Grillo a Conte

Arnaldo Magro
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Che brutta figura per il Conte Giuseppe. Non si aspettava tanta fermezza da parte di Beppe Grillo. «Una brava persona ma non certo un visionario». Un gancio che manderebbe al tappeto, puranco Mike Tyson. Pensare che siamo solo al primo round. A qualcuno ha ricordato persino il liceale adagio «È bello ma non balla». Un Mario Rossi qualunque, ridimensionato in pubblica piazza.

Difficile affidargli le redini del movimento, laddove è il movimento stesso a non intravedere in lui, le doti del leader. Che può fare ora l’ex premier? Non gli resta che piegarsi alle volontà di Beppe o è fuori dalla politica. Tout court. «Càndidati alle suppletive di Roma e mostraci tutto questo consenso di cui vai parlando» lo avrebbe spaventato Grillo.

 

 

 

L’idea di un partito tutto suo, con addirittura altro simbolo, era una idea balzana e di certo, poco credibile. Il problema di Conte non si chiama solo Beppe. I rapporti con Di Maio sono da sempre inesistenti. Come primo passo, pare gli sia stato suggerito di allinearsi pedissequamente al Grillo pensiero. In secondo luogo, iniziare da subito, un dialogo proprio col Ministro degli Esteri. Che da quanto si dice, fosse già al corrente della "sveglia" che Grillo, avrebbe di lì a poco, suonato all’avvocato.

Che piaccia o meno l’uomo di Pomigliano, è l’unico di cui Grillo si fidi ciecamente. «Alla fine si troverà un accordo tra i due» dice in perfetto stile democristiano Luigi Di Maio. Il sorriso appena accennato, lascia però trasparire una certa soddisfazione. Siamo solo al primo round ma l’incontro pare già bello che finito.
 

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