Giorgia Meloni fa arrabbiare i grillocomunisti su 400mila euro buttati per festeggiare il Pci
Ma chi l’ha detto? È divertente, anche se rabbiosa, la reazione degli indomiti sostenitori del governo Conte che arrivano a difendere persino la concessione di contributi per festeggiare il centesimo compleanno del partito comunista. E se glielo fai notare si inquietano assai.
Forse Giorgia Meloni non dovrebbe scrivere sui social secondo costoro. E invece lo fa. “Governo giallorosso spudorato: il ministro Spadafora stanzia 400 mila € per le celebrazioni della fondazione del PCI. Ecco come spendono i soldi degli italiani mentre la Nazione è in ginocchio, le famiglie sulla soglia della povertà e migliaia di imprese chiudono. Che amarezza”.
Rincara la dose l’ambasciatore Giulio Terzi, a commento: “Tutto "a debito" di nostri figli e nipoti; ma sulla pelle, ora, di 20.000 italiani ai quali con la stessa cifra poteva andare il vaccino...se il Governo riuscisse a procurarlo …”. Apriti cielo, si scatena la tempesta grillo-comunista, a cui qualcuno ora rispondere pacatamente: “Ma non era stato equiparato al nazismo?”. E non sapendo come replicare alla Meloni menano il can per l’aria: Fuori le fonti! Come se si trattasse di un’invenzione della presidente di Fdi.
Cascano male. I soldi che stanno stanziando ora vengono dalla manovra di bilancio dello scorso per il 2020, con lo stanziamento di duecentomila euro per il 2020 e altrettanti per il 2021. Lo propose un emendamento a firma dei deputati di maggioranza Daniele Manca, Francesco Verducci, Vasco Errani. Approvato con la fiducia del Conte 2. Una vergogna con le prove.
F.S.
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