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Zingaretti freme per il Mes. Appello a Conte e M5s: prendiamo quei soldi

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Nicola Zingaretti vuole le "risorse mai viste" del Mes e lancia un appello al premier Giuseppe Conte e agli alleati del Movimento 5 Stelle. Con una lunga lettera pubblicata dal Corriere della sera il segretario del Pd e governatore del Lazio ha snocciolato dieci ragioni per cui secondo lui il Salva Stati europeo per le spese sanitarie è un'occasione d'oro per l'Italia.  "Chi sta governando l'Italia ha l'obbligo di non tergiversare, sul tavolo risorse per la Sanità mai viste", è il pressing di Zingaretti che incalza Conte e alleati chiedendo un nuovo "modello di integrazione delle politiche sanitarie e sociosanitarie": "Il sistema sanitario ha risposto ed è stato capace di uno sforzo immane. Ora però è il tempo di un salto nel futuro e di costruire un nuovo modello. L'attuale sistema di cura e presa in carico fondato su tre politiche distinte che spesso non comunicano (sanità, sociale e terzo settore) ha mostrato tutti i suoi limiti, non va più bene, è inadeguato".  

 

Per questo, secondo il segretario Pd, servono i soldi del Mes: "Possiamo avere le risorse mai viste prima per fare quei grandi investimenti che ci permetteranno di migliorare la qualità dell'assistenza e della cura delle persone e, insieme, anche di dare un concreto impulso alla ripresa economica".

In questi mesi Lega e Fratelli d'Italia hanno lanciato l'allarme sulle insidie del Mes. Zingaretti liquida così il dibattito: "Le destre sono abituate a cavalcare i problemi e non a trovare soluzioni per risolverli". E ai grillini dice: "Chi sta governando l’Italia ha il compito opposto, non possiamo permetterci di tergiversare". "La danza immobile delle parole, slogan, furbizie lasciamoli alle destre, noi anche nel nostro partito dedichiamoci a dare risposte alle persone e ricostruire l’Italia uniti", è il monito alla maggioranza.

 

Ecco i dieci punti di Zingaretti per convincere Conte e 5stelle:

1 - Investire nella ricerca
Più risorse per ricerca biomedica e sviluppo delle apparecchiature. Nuovi investimenti nei settori delle scienze della vita e della farmaceutica.

2 - Rivoluzionare e digitalizzare il settore sanitario
Ospedali e poli sociosanitari sempre connessi per lo scambio immediato di dati. Nuovi strumenti per la telemedicina, le televisite e i telemonitoraggi.

3 - Dare più centralità a medicina territoriale e distretti
Miglioramento della struttura delle Asl e dei distretti che svolgono attività di promozione della salute, prevenzione e interventi terapeutici-riabilitativi.

4 - Dare più forza alla medicina di base
Più medici di base, risorse ed implementazione delle unità mobili di assistenza domiciliare e degli infermieri di famiglia e comunità, degli psicologi di cure primarie.

5 - Riformare i servizi per anziani e malati cronici
L’emergenza coronavirus ci ha indicato, drammaticamente, che è il momento di rivisitare il funzionamento delle Rsa e dell’intero sistema di assistenza agli anziani. Maggiore efficienza e integrazione socio-sanitaria nella prevenzione, diagnosi e gestione dei pazienti affetti da malattie croniche e nella cura degli anziani.

6 - Modernizzare e adeguare gli ospedali
Interventi per la messa in sicurezza e l’aumento dei posti letto, anche in terapia intensiva, di tutti gli ospedali. Investimenti in tecnologie avanzate per una strategia concreta di riduzione delle liste d’attesa.

7 - Aumentare gli investimenti nel personale sanitario
Adeguamento, in linea con gli altri Paesi europei, degli stipendi del personale sanitario. Più risorse per assunzioni e formazione di una nuova generazione di professionisti.

8 - Garantire l’accesso alle terapie
Aggiornare i Livelli essenziali di assistenza. Garantire l’accesso a terapie innovative e ai piani diagnostici terapeutici avanzati in tutto il territorio nazionale.

 

9 - Ampliare le borse di studio
Maggiori risorse per le borse di studio per gli studenti meritevoli ma in difficoltà economiche.

10 - Aumentare i posti finanziati per gli specializzandi
Aumento del numero dei posti finanziati, con donazioni pubbliche o private, nelle scuole di specializzazione.

 

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