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Più soldi, meno medici e posti letto. L'Istat svela lo scandalo sanità. Scopri le cifre choc

Più soldi, meno medici e posti letto. L'Istat svela lo scandalo sanità. Scopri le cifre choc

Un finanziamento che nel corso degli anni saliva ma, al tempo stesso, una qualità del servizio che si abbassava. A svelare il grande imbroglio della sanità italiana è l'Istat nella memoria consegnata alla commissione Bilancio del Senato impegnata nell'esame del decreto legge Marzo, che contiene le misure per contrastare gli effetti del Coronavirus.

«Il finanziamento effettivo del Sistema sanitario nazionale (Ssn) - si legge nell'analisi dell'Istat - è passato da 93,1 miliardi nel 2006 a 115,6 miliardi nel 2018, con un aumento medio annuo pari all’1,8%».

Peccato che una simile spesa non abbia generato un proporzionale aumento dei servizi. "Nel 2018 - svela l'stat - il personale medico addetto alle cure primarie ammonta a circa 43 mila medici di medicina generale (mmg) e 7.500 pediatri di libera scelta (pls). Rispetto al 2010 i mmg sono diminuiti di 2.891 unità e i pls di 219 unità, che sommati portano il totale a 3.110 medici in meno in 8 anni".

Non solo. Dal 2010 al 2018 il numero di posti letto è diminuito in media dell’1,8%. In particolare, i posti per le necessità legate al coronavirus (malattie infettive, pneumologia e terapia intensiva) sono diminuiti mediamente dell’1,2% annuo. Tuttavia, scendendo nel dettaglio dei reparti, si può osservare che mentre i posti letto per le malattie infettive sono diminuiti del 2,9% e quelli per la pneumologia del 2,6%, i posti letto in terapia intensiva sono aumentati dell’1,2%. 

Altro dato negativo quello che riguarda il personale sanitario nel complesso. Il Ssn tra il 2010 e il 2017 (ultimo anno con dati disponibili) ha registrato una riduzione di 42.861 unità (-6,7%). Nel 2017 il Ssn contava su 603.375 unità di personale, i medici erano 101.100 (-5,9% rispetto al 2010) e il personale infermieristico 253.430 (-3,9%).

Rispetto alla popolazione residente, il personale dipendente del Ssn è passato da 106,9 a 99,7 unità per 10.000 residenti. Il tasso varia, da regione a regione, da un minimo di 66,7 nel Lazio a un massimo di 169,1 in Valle d’Aosta. Per i medici il tasso è pari a 16,7 per 10 mila residenti (minimo 12,2 nel Lazio, massimo 25,5 in Sardegna). Per il personale infermieristico si contano 41,9 infermieri ogni 10 mila residenti (31,1 in Campania, 60,9 nella pa di Bolzano). 

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