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Dopo la lettera spunta la parcella. Conte ha mentito sul concorso?

Davide Di Santo
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Le Iene presentano la parcella che potrebbe mettere nei guai il presidente del Consiglio. Un documento che dimostrerebbe che tra il premier Giuseppe Conte e il professor Guido Alpa c'era collaborazione professionale prima che quest'ultimo comparisse nella commissione d'esame che nel 2002 attribuì all'odierno "avvocato del popolo" una cattedra a Caserta. Per approfondire leggi anche: Concorso e polemiche, la lettera che sementisce Conte  "Un nuovo documento esclusivo confermerebbe che il premier Conte e il professor Alpa erano legati da interessi economici e professionali e quindi quest'ultimo non sarebbe potuto essere il commissario d'esame al concorso universitario di Caserta del 2002, con il quale Conte è diventato professore ordinario di diritto privato", annuncia la trasmissione Mediaset che anticipa "la nuova clamorosa scoperta di Antonino Monteleone e Marco Occhipinti", che verrà svelata nel corso della puntata di stasera. La trasmissione tv di Italia Uno pubblica infatti il progetto di parcella per la causa civile nella quale il primo ministro Conte e il professor Alpa difesero il Garante per la privacy. Come si vede dall'immagine pubblicata, il documento è "su carta intestata a entrambi, con la richiesta di pagamento dell'intera cifra di 26.830,15 euro su un unico conto corrente di una filiale di Genova di Banca Intesa, il tutto firmato da entrambi, Guido Alpa e Giuseppe Conte". "È ancora possibile a questo punto sostenere, come ha fatto Giuseppe Conte nell'ultimo anno ai microfoni de Le Iene, che non vi fossero interessi economici in comune e che non vi fosse incompatibilità del professor Alpa nel giudicare Conte al concorso universitario? Il primo ministro ha mentito sul fatto che ognuno avesse fatturato per conto suo?", si domandano Le Iene. Conte ha sempre negato il rapporto professionale sostenendo che tra lui e Alpa c'era solo la condivisione di una segretaria e di un numero di telefono. Ieri le Iene avevano svelato una lettera di incarico del Garante della Privacy che li vede entrambi citati in testa allo stesso indirizzo con un unico numero di protocollo, e quindi non inviata separatamente a due professionisti indipendenti.

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