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Rifiuti e buche, tocca solo alla Raggi

Il premier Conte frena sulla ipotesi di utilizzare i soldati per risolvere i drammi di Roma. Nella conferenza di fine anno gaffe sulle pensioni. Giallo su un rimpasto dell'esecutivo

Dario Martini
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Pensioni, reddito di cittadinanza, grandi opere, tasse e rapporto con l'Europa. È tempo di bilanci di fine anno. Il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, tira le somme di questi primi sette mesi di governo gialloverde. Ma non si sottrae nemmeno ai problemi di Roma, primo fra tutti l'emergenza rifiuti finita anche sulle pagine del New York Times. Il premier non pensa che per ripulire la Capitale si possa ricorrere all'Esercito, come invece è previsto nella manovra per eliminare le buche, ma annuncia «poteri speciali» da consegnare alla Raggi, uno «statuto particolare» per dare risposte serie ai cittadini. «Questa non è una città come le altre», spiega Conte, «non si possono affrontare con poteri ordinari criticità che si moltiplicano proprio per il fatto di essere Capitale». SOLDATI E BUCHE Il premier, nella tradizionale conferenza stampa organizzata dall'ordine dei giornalisti, conferma l'utilizzo dei soldati per riparare il manto delle strade della Capitale, ma allo stesso tempo lo ridimensiona fortemente: «Sull'impiego dell'esercito per le buche andrei molto cauto. Il Genio militare è dotato di elevate competenze e non possiamo mortificare le Forze armate. L'intervento è stato pensato come ipotesi residuale emergenziale». RIFIUTI E POTERI Per quanto riguarda i rifiuti, invece, Conte affronta il problema in un quadro più generale, quello dello «statuto speciale», appunto. «Ho incontrato la sindaca Raggi e le ho prospettato poteri sagomati per la missione a cui la città è chiamata a realizzare. Ci stiamo lavorando. Dobbiamo...

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