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Centrodestra vincente ma divisoBerlusconi: coalizione moderataÈ tensione con Meloni e Salvini

Berlusconi, Meloni e Salvini

Silvia Sfregola
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Silvio Berlusconi è pronto a farsi carico della "responsabilità forte" verso gli elettori, "con Forza Italia e tutta la coalizione". Il centrodestra stravince le elezioni comunali che si sono appena concluse, portando a casa in tutto 16 capoluoghi di provincia ai danni del centrosinistra, che ne conquista solo 6. L'ex Cav, Matteo Salvini e Giorgia Meloni dedicano la giornata di oggi all'entusiasmo: la coalizione domina in tutta Italia, il che è un ottimo viatico alle prossime elezioni politiche, ma lungo l'asse Forza Italia-Lega-Fratelli d'Italia ci sono parecchi buchi neri. La coalizione è riuscita a portare dalla sua parte gli scontenti o indecisi del Movimento 5 Stelle, facendo schizzare i consensi nel secondo turno del ballottaggio. E, se da un lato il centrodestra oggi ha consapevolezza che 'uniti' si potrebbe anche arrivare a Palazzo Chigi, si chiede se "unito lo è veramente". L'ex Cav parla dopo Salvini e Meloni, e mette in chiaro due cose fondamentali: "Il centrodestra può partire in vista della sfida decisiva per tornare a guidare il Paese, sulla base di un programma condiviso, che in larga parte già abbiamo, e di una coalizione fra forze politiche diverse, caratterizzata da un chiaro profilo liberale, moderato, basato su radici cristiane, secondo il modello di centro-destra vincente in tutt'Europa e oggi anche in Italia". L'esatto contrario della linea "sovranista" e lepenista, anti-euro, che non segue il solco del Partito popolare europeo (Ppe). E poi la stoccata sulla futura legge elettorale: "Una parte importante, forse maggioritaria, degli italiani, non si è riconosciuta in nessuna proposta politica. Questo problema non si risolve, anzi si aggrava se un sistema elettorale forza la volontà degli elettori e ne limita la libertà di scelta". Insomma Berlusconi dice ancora "no" al maggioritario e insiste sul proporzionale. L'idea dell'ex premier è, forte del consenso ampio conquistato, convincere Matteo Renzi a riprendere in mano il sistema tedesco e ricominciare da dove avevano lasciato. In questo piano l'ex Cav vuole coinvolgere anche la Lega Nord. Va detto che convincere a mollare il maggioritario Salvini e tutto l'asse del Nord, Giovanni Toti compreso, non sarà cosa semplice. Il leader della Lega infatti tiene duro: "La lezione di oggi è che se vinciamo con una squadra compatta abbiamo il dovere di riproporla a livello nazionale. La Lega c'è, vediamo gli altri - ha aggiunto -. Oggi è una bella giornata perché sappiamo chi ha vinto e chi ha perso un'ora dopo la chiusura delle urne. Questo è il maggioritario. Se Berlusconi ha a cuore la coalizione, dovrebbe piacergli". La leader di Fratelli d'Italia, Giorgia Meloni, ribadisce che "gli ammiccamenti a Renzi piuttosto che a Grillo, che sono due facce della stessa medaglia e della sinistra italiana, secondo me non ci fanno bene". E sull'appello a un centrodestra moderato e liberale di Berlusconi, la presidente FdI attacca: "La moderazione in politica è una categoria che non esiste più, che a me non interessano le etichette, a me interessano i contenuti, parliamo di contenuti". Sia Meloni che Salvini chiedono che Paolo Gentiloni si faccia da parte e si vada subito al voto. Berlusconi invece vuole arrivare a fine legislatura, anche perché il 22 novembre è attesa la sentenza di della Corte di Strasburgo sulla legge Severino, che potrebbe riconsegnargli la piena agibilità politica. Altra nota dolente, la leadership. Su questo, però, Berlusconi non dà vie di scampo: l'uomo che andrà a governare il paese sarà scelto "da chi prende più voti". E Forza Italia, con i numeri ottenuti in queste comunali, è il partito della coalizione con in mano le carte per farlo.

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