Politica

Contro Renzi la fatwa della Boldrini

La presidente della Camera striglia il governo: «Troppi decreti legge» E oggi pomeriggio fa visita alla Grande Moschea di Roma

Troppi decreti, il governo sta ingolfando il Parlamento. La fatwa contro il presidente del Consiglio Matteo Renzi proviene dalla presidente della Camera Laura Boldrini. E parlare di fatwa non è affatto peregrino nel caso della terza carica dello Stato che oggi pomeriggio, alle 14.15, interverrà nella sala congressi della Grande Moschea di Roma in occasione della presentazione al pubblico dell’appello «No al terrorismo! L’Islam è Religione di Pace». Intanto, la Boldrini trova modo di attaccare il premier, richiamandolo all’ordine anche sulla presenza ai question time. L’uso eccessivo dei decreti legge rischia di alterare il fisiologico funzionamento della Camera, scrive la presidente della Camera al presidente del Consiglio dei ministri. Su sollecitazione di alcuni gruppi parlamentari, tra cui Forza Italia e Lega Nord, la Boldrini sottolinea che il fenomeno del ricorso ai decreti legge «finisce per produrre un alterazione del fisiologico assetto costituzionale dei rapporti tra Governo e Parlamento». La terza carica dello Stato chiede anche a Matteo Renzi di intervenire di più ai question time. Una questione quest’ultima «non inedita - sottolinea la Boldrini nella lettera inviata al premier - attiene alla mancata osservanza delle disposizioni regolamentari in tema di interrogazioni parlamentari a risposta immediata, laddove si prevede che nell’ambito di ciascun calendario dei lavori il Presidente del Consiglio dei ministri o il Vicepresidente del Consiglio intervengano per due volte e per una volta i ministri competenti per le materie su cui vertono le interrogazioni presentate». Il problema dell’eccessivo ricorso alla decretazione d’urgenza - spesso con provvedimento omnibus, l’ultimo quello sugli stadi che contiene anche il rifinanziamento di Mare Nostrum - era stato in passato sollevato più volte dal presidente della Repubblica Giorgio Napolitano. La replica del governo non si fa comunque attendere e arriva per bocca del ministro dei Rapporti col Parlamento Maria Elena Boschi, che assicura che il premier Renzi risponderà quanto prima alle sollecitazioni della presidente della Camera, Laura Boldrini. La Boschi, durante la riunione dei capigruppo nella quale la Boldrini aveva dato lettura della lettera al presidente del Consiglio, sottolinea comunque che durante i primi otto mesi del governo Renzi sono stati 20 i decreti legge presentati, contro i 27 del governo Berlusconi e i 24 del governo Monti. Inoltre - spiega il ministro - da giugno sono stati solo tre i decreti approvati. Nel frattempo, a Montecitorio si consuma la ventesima fumata nera per l’elezione dei due giudici costituzionali e del membro laico del Csm. Stavolta il quorum nel Parlamento riunito in seduta comune non viene neanche raggiunto: 538 i votanti sugli almeno 570 necessari. «La soluzione non è a portata di mano», chiosa la Boldrini. E i tempi si diradano ancora: la conferenza dei capigruppo opta per l’adozione di una «pausa di riflessione» e la nuova seduta non viene fissata.

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