IL SINDACO PD È SALITO IN CAMPIDOGLIO IL 12 GIUGNO 2013. SUCCESSI E FALLIMENTI VISTI DAL CENTRODESTRA E DAL CENTROSINISTRA Un anno fa il centrosinistra riconquistò Roma. Vincemmo la battaglia della Capitale grazie all’opposizione contro quello che definimmo "il peggior sindaco che Roma abbia mai avuto": Gianni Alemanno. Vincemmo aiutati anche dalla spinta propulsiva dei primi segnali di buon governo di Nicola Zingaretti alla regione e vincemmo grazie alla figura di Ignazio Marino. Dopo 5 anni di Giunta Alemanno trovammo una città in ginocchio, non solo per la crisi economica, che tutt’ora morde il Paese - ma anche perché, questo spesso lo si dimentica, quegli anni di governo furono devastanti. Scandali, arresti, parentopoli, macchina amministrativa ferma ed in balia della disorganizzazione, un deficit di bilancio senza precedenti, aziende municipalizzate allo sbando. Questa l’eredità di Marino di fronte alla quale subito affermammo che ci sarebbe voluto del tempo per dare il via alla rinascita di Roma. Marino è un uomo libero, ha iniziato da un metodo, quello di ripristinare l’autonomia dell’azione amministrativa sganciandola dalla subalternità dei poteri forti che, a Roma in questi ultimi anni, l’avevano fatta da padrone. Ha iniziato con una nuova etica di Giunta. Non è vero che ha rifiutato il confronto con i partiti: semmai ha scelto, senza ascoltare le correnti dei partiti, quelli che, secondo lui, garantivano meglio la propria idea di sano governo della città, che tiene conto, in primo luogo, della legalità, della trasparenza, del merito e delle competenze. Nel PD ha scelto persone come Marta Leonori che rinuncia allo stipendio di parlamentare per dargli una mano in un Assessorato delicato come quello del commercio o, come Estella Marino, che all’Ambiente chiude Malagrotta e con schiena dritta dice di no a Cerroni, oppure come Paolo Masini che appena nominato ai Lavori pubblici, fa sottoscrivere ad imprese associazioni e sindacati un patto sulla legalità e la trasparenza. Non ultimo Daniele Ozzimo, che accetta un assessorato che si rivelerà, proprio in questo periodo, il più drammaticamente complicato: quello delle politiche abitative. Per quanto riguarda Acea Marino fa un’operazione straordinaria: impone un Cda con volti nuovi, a maggioranza donne, ne riduce il numero di componenti e ne abbassa i compensi. Inoltre, cosa fondamentale, ridetermina il controllo pubblico sull’azienda con i primi atti di indirizzo che mirano alla qualità del servizio offerto e all’efficienza ed efficacia delle manutenzioni, sia per la parte idrica che per quella elettrica. Certo la città soffre e ancora molti problemi non trovano soluzione ma, i tagli lineari imposti, ovvero il patto di stabilità ed un piano di rientro durissimo, non aiutano certo chi governa una realtà complessa come questa. Marino però non demorde, non cede agli attacchi di chi -anche dentro lo schieramento che dovrebbe sostenerlo -utilizza le difficoltà, per avanzare critiche strumentali e attacchi dallo scopo poco chiaro. Difendere il Sindaco Marino significa tutelare anche la classe dirigente al suo fianco: una giunta giovane e preparata; 15 nuovi presidenti di municipio anche’ essi sostenuti da giunte con assessori spesso alla loro prima esperienza “diretta”; consigli municipali che rappresentano un punto fermo ed affidabile di riferimento per i territori della nostra città. Il fallimento del Sindaco della Capitale sarebbe anche la disfatta di una nuova generazione di giovani dirigenti, incolpevoli dei mali di Roma, che tutti i giorni si confrontano con la rabbia, il disagio sociale e il disorientamento che spesso si riscontra nei dei municipi da loro amministrati. Marino e questa classe dirigente hanno dimostrato coraggio. E’ emozionante la foto che immortala lui e tutti i presidenti con al collo la fascia capitolina al Pride di Roma. Un’ immagine di speranza. Sono sicuro che con questo coraggio, superato questo primo anno di difficoltà, facilmente prevedibile, Marino e Roma, con l’aiuto di Renzi e Zingaretti potranno farcela. Per questo io continuo convintamente a difendere il suo operato.
Ignazio è un uomo libero. Con lui Roma rinasce
di Marco Miccoli, ex segretario del Pd Roma