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Quell’attentato inventato per «mitizzare» Berlinguer

Lanfranco Palazzolo Sofia 1973, invenzione di un attentato. In questi ultimi anni la figura di Enrico Berlinguer è stata stata mitizzata. Uno dei capitoli che ha contribuito a questo fenomeno è...

Sofia 1973, invenzione di un attentato. In questi ultimi anni la figura di Enrico Berlinguer è stata stata mitizzata. Uno dei capitoli che ha contribuito a questo fenomeno è stata la voce che nel 1973 ci fosse stato un attentato del Kgb o dei servizi segreti bulgari durante la visita del segretario del Pci a Sofia nell'ottobre del 1973. Il 3 ottobre di quell'anno, l'ultimo giorno della permanenza di Berlinguer in Bulgaria, il segretario ebbe un grave incidente che, per alcuni giorni, fu tenuto nascosto dal Pci. Nel corso degli anni questa visita è stata oggetto di polemiche. Si è parlato dei pessimi rapporti tra il Partito comunista italiano e il leader dei comunisti bulgari Todor Živkov sull'invasione della Cecoslovacchia da parte delle truppe del Patto di Varsavia nel 1968. Tuttavia, ci sono buonissime ragioni per sostenere che, contro Berlinguer, non ci fu nessun attentato e il segretario del Pci fu solo vittima di un incidente stradale. Tutto nasce da un'intervista realizzata dal settimanale «Panorama» nel 1991 a Emanuele Macaluso. Il senatore del Pci disse chiaramente che Berlinguer gli aveva parlato del sospetto di un attentato. Già, ma il sospetto non significa che ci fu un attentato contro il segretario del Pci. Per capire se quello del 3 ottobre 1973 fu un attentato basterebbe andare a rileggere la testimonianza di Evstati Plostakov, dipendente dell'azienda di trasporti bulgara Somat. Quel giorno, il signor Plostakov si trovava sul ponte sul quale Berlinguer rischiò di perdere la vita: «Non si trattò di un attentato, ma dell'effetto della negligenza e dell'incoscienza di due congedati che si rincorrevano a bordo di camion dell'esercito». Si trattava di due camion «Zil» che incrociarono il corteo di Berlinguer e che erano diretti verso l'ospedale Iskar di Sofia. Proprio mentre avveniva questo incrocio, la macchina della polizia bulgara, che era alla testa del corteo, mise in funzione la sirena. Il primo camion riuscì a spostarsi a destra e a evitare il botto con la macchina della polizia, mentre l'altro camion si allargò a sinistra prese in pieno la vettura sulla quale si trovava Enrico Berlinguer, provocando la morte dell'autista. Il testimone conferma che l'autista del secondo camion non cercò lo scontro: «Ebbi anche l'impressione che l'autista fu molto bravo, visto che riuscì ad evitare guai peggiori». E, infatti, negli archivi del Pcb non si è trovato nulla se non le immagini dell'incidente.

Del resto, il Pci fece di tutto per tenere la notizia dell'incidente nascosta, ma qualcosa trapelò. Al punto che sabato 13 ottobre 1973 l'ufficio stampa del Pci fu costretto a fare una precisazione: «In relazione alla notizia pubblicata da qualche giornale sulle condizioni dell'onorevole Berlinguer si precisa che esse sono del tutto normali. Durante il recente soggiorno in Bulgaria del segretario del Pci, l'auto sulla quale egli si trovava ha avuto un incidente a seguito del quale l'onorevole Berlinguer ha riportato leggere contusioni senza alcuna conseguenza». L'incontro tra Todor Živkov e Berlinguer è stato descritto come un incontro tempestoso. Ma nel comunicato congiunto dei colloqui bulgari non c'è nemmeno l'ombra di una polemica tra i due partiti «fratelli». A pagina 5 de l'Unità del 5 ottobre è scritto chiaramente: «I dirigenti dei due partiti fratelli hanno constatato con soddisfazione i mutamenti positivi verso la distensione, delineatisi negli ultimi tempi, nei rapporti internazionali». Del resto le foto dell'incontro parlano chiaro. Gli incontri tra i due leader comunisti si svolsero in un clima disteso. Come accadde anche nel giugno 1975, quando Zivkov venne in visita in Italia. Per l'occasione, Editori Riuniti, la casa editrice vicina al Pci, fece uscire la seconda edizione de «La costruzione del socialismo in Bulgaria» (La prima era uscita in occasione della visita di Berlinguer nel 1973), volume che raccoglieva gli scritti e i discorsi di Zivkov. E la recensione per «l'Unità» fu scritta da Gastone Gensini (vedi l'edizione del 23 giugno 1975), che aveva accompagnato Berlinguer a Sofia. E allora dobbiamo pensare che ci fu un'attentato nel 1973?! Probabilmente non lo pensava nemmeno Berlinguer, visto che il leader del Pci non aveva avuto alcun problema ad incontrare Zivkov all'ambasciata bulgara di Roma il 24 giugno 1975 dove, secondo quanto è scritto su «l'Unità» del giorno successivo, Zivkov «si è intrattenuto in un cordiale colloquio con Longo e Berlinguer». Ma di questo non hanno scritto nulla i complottisti che hanno immaginato un attentato il 3 ottobre 1973 a Sofia.

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