Italia Lavoro, in relazione all’articolo di «Sprecopoli» precisa che è un errore accostare l’ente all’Isfol. «come recita chiaramente il sito e riporta ampiamente lo stesso articolo Italia Lavoro….Opera, per legge, come ente strumentale del Ministero del Lavoro per la promozione e la gestione di azioni nel campo delle politiche del lavoro, dell'occupazione e dell'inclusione sociale». Poi spiega che «realizzare azioni e politiche attive per il lavoro è altra cosa rispetto alla formazione. Italia Lavoro si organizza per progetti - la maggior parte delle risorse provengono dal Fondo Sociale Europeo, e non dal bilancio dello Stato italiano - e per questo oltre ai dipendenti a tempo indeterminato (che sono 491, di cui 32 dirigenti) fa ricorso alle altre tipologie contrattuali (748 nel 2012, come da Bilancio Sociale), che consentono di affrontare le esigenze temporali dettate dai progetti europei. Un dirigente, che spesso è anche un Capo progetto, è tale anche nei confronti dei collaboratori con diverse forme contrattuali, ecco dunque che il rapporto tra manager e lavoratori è ben altro rispetto a quello citato nell'articolo (tra l'altro su un numero errato degli stessi dipendenti: 278 contro 459). Ovvero: i dirigenti rappresentano il 2,65% delle risorse umane impiegate e per ogni dirigente ci sono mediamente 38 persone fra impiegati e collaboratori. Una realtà opposta a quella che erroneamente rappresenta l'articolo». Infine «ciò che stupisce è che non si analizzi il fatturato in relazione agli obiettivi che sono raggiunti, ma solo in relazione al costo».
«Non siamo uguali all’Isfol nessuna sovrapposizione»
Italia Lavoro, in relazione all’articolo di «Sprecopoli» precisa che è un errore accostare l’ente all’Isfol
