Dalle décolleté allo stiletto sino ai bikers
La moda ai nostri piediScarpe di ieri e di oggi nell'evoluzione dello stileSe si pensa all'evoluzione delle scarpe femminili negli ultimi dieci anni, è come salire sulle montagne russe: vi - Se si...
La moda ai nostri piedi Scarpe di ieri e di oggi nell'evoluzione dello stile Se si pensa all'evoluzione delle scarpe femminili negli ultimi dieci anni, è come salire sulle montagne russe: vi ricordate le mitiche décolleté a punta acuminata e gli stivaloni a cosciale con stiletto? Fu Gucci (con Tom Ford quasi alla fine del suo mandato) a farla da padrone, quando le donne fino a un attimo prima amavano rigirare intorno alle caviglie lunghi lacci "alla schiava". E gli ankle boots? Da portare con la gonna a matita, soprattutto di sera. Più tardi arrivarono le punte aperte, le Mary-Jane e gli stivali squadrati, fino all'avvento del plateau - che si era affacciato timidamente in una collezione Prada dell'inverno 2004 e poco dopo da Sergio Rossi - con la conseguente corsa al tacco vertiginoso (fino al parossismo), per la "gioia" degli ortopedici. Le scarpe riflettono l'avvicendarsi degli stili in continui ricorsi; sono il primo sintomo che ci fa dire "Sì, la moda sta cambiando!" e rappresentano il dettaglio che fa la differenza, che dice moltissimo di chi lo indossa. Nel corso di dieci anni le italiane si sono abituate al concetto che la scarpa non è solo nera (ma anche di tonalità cariche o totalmente neutra) e che è bene "spezzare" anziché "accostare" (il mito della borsa in pendant è tramontato del tutto). E per questa stagione cosa scegliere? Le tendenze parlano chiaro: le donne rubano dal guardaroba dell'altro sesso e incedono nei corridoi dei piani alti con modelli derby e oxford brogue. Nel tempo libero scelgono stivaletti beatle, bikers borchiati o anfibi, osando fantasie tartan. E per le amanti del tacco? Kitten heel, a virgola o a campana. L'evoluzione di ciò che mettiamo ai piedi sembra tracciare un profilo positivo del gentil sesso, che ora preferisce rinunciare a una sensualità ostentata per lasciare spazio a ironia e personalità. Se si pensa all'evoluzione delle scarpe femminili negli ultimi dieci anni, è come salire sulle montagne russe: ricordate le mitiche décolleté a punta acuminata e gli stivaloni a cosciale con stiletto? Fu Gucci (con Tom Ford quasi alla fine del suo mandato) a farla da padrone, quando le donne fino a un attimo prima amavano rigirare intorno alle caviglie lunghi lacci alla schiava. E gli ankle boots? Da portare con la gonna a matita, soprattutto di sera. Più tardi arrivarono le punte aperte, le Mary-Jane e gli stivali squadrati, fino all'avvento del plateau - che si era affacciato timidamente in una collezione Prada dell'inverno 2004 e poco dopo da Sergio Rossi - con la conseguente corsa al tacco vertiginoso (fino al parossismo), per la «gioia» degli ortopedici. Le scarpe riflettono l'avvicendarsi degli stili in continui ricorsi; sono il primo sintomo che ci fa dire «Sì, la moda sta cambiando!» e rappresentano il dettaglio che fa la differenza, che dice moltissimo di chi lo indossa. Nel corso di dieci anni le italiane si sono abituate al concetto che la scarpa non è solo nera e che è bene "spezzare" anziché «accostare» (il mito della borsa in pendant è tramontato del tutto). E per questa stagione cosa scegliere? Le tendenze parlano chiaro: le donne rubano dal guardaroba dell'altro sesso e incedono nei corridoi dei piani alti con modelli derby e oxford brogue. Nel tempo libero scelgono stivaletti beatle, bikers borchiati o anfibi, osando fantasie tartan. E per le amanti del tacco? Kitten heel, a virgola o a campana. L'evoluzione di ciò che mettiamo ai piedi sembra tracciare un profilo positivo del gentil sesso, che ora preferisce rinunciare a una sensualità ostentata per lasciare spazio a ironia e personalità.
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