Onorevole Riccardo Fraccaro, si è pentito di aver chiamato i suoi colleghi degli altri partiti «ladri»? «No. E continuerò a chiamarli ladri. È la verità. Ora i partiti utilizzano la scusa della volgarità per nascondere il merito della questione». Cioè? «In campagna elettorale hanno promesso che avrebbero abolito il finanziamento pubblico ai partiti ma già hanno intascato la prima rata di una cinquantina di milioni di euro. Se non si possono chiamare ladri...». I parlamentari di Pd, Pdl, Sel e gli altri non l’hanno presa bene... «A parte la scenetta del deputato di Scelta Civica che voleva tirarmi una scarpa, altri mi hanno minacciato. Mi hanno detto: "Ti aspettiamo sotto casa". Altri ancora hanno fatto peggio: "Abbiamo un dossier su di te". Ma io vado avanti, non mi faccio intimidire e non ho niente da nascondere. Ho sempre guadagnato 20 mila euro all’anno...». Quindi non è pentito nemmeno un po’. Ma non crede che in questo modo si è parlato più dell’insulto che ha lanciato ai partiti che del ddl del governo? «Avrebbero interrotto la seduta comunque perché non c’è ancora l’accordo nella maggioranza. Questo provvedimento ha subìto 13 rinvii e stiamo soltanto alla prima lettura e alla Camera. Poi dovrà passare al Senato. E tra l’altro il ddl prevede che i partiti non abbiano più i rimborsi elettorali dal 2017. Per me questi soldi dovrebbero andare nelle tasche dei cittadini. E poi un’altra cosa. Nel provvedimento il governo non ha previsto sanzioni in caso di bilanci falsi. La maggioranza ha inserito blandissime sanzioni soltanto per il meccanismo del 2 per mille ma non per le donazioni dei privati, cioè quelle delle lobby, dei grandi imprenditori, di tutti quelli che non dovrebbero entrare nella politica. Come vede, oggi posso entrare nel merito». Una volta era soltanto Beppe Grillo ad usare un linguaggio sopra le righe, a insultare, ad alzare i toni. Voi stessi lo giustificavate in quanto comico e megafono del MoVimento. Mentre gli attivisti hanno sempre usato un linguaggio più istituzionale. Cos’è successo? Fate concorrenza al comico? «Io non ho cambiato il mio linguaggio. Anzi i miei colleghi mi prendono in giro perché sono sempre calmo. E anche in Aula ho usato il termine giusto, ladri». Quindi continuerà a usare questa parola. «Bè, la riunione dei capigruppo ha deciso che i deputati che useranno il termine "ladri" saranno espulsi dall’Aula. Li chiamerò "diversamente onesti"».
«Li ho chiamati ladri e non mi pento. È la verità»
Onorevole Riccardo Fraccaro, si è pentito di aver chiamato i suoi colleghi degli altri partiti «ladri»?«No. E continuerò a chiamarli ladri. È la verità. Ora i partiti utilizzano la scusa della...
