Politica

I falchi tentano il blitz Berlusconi ferma tutto

Santanché era pronta a una manifestazione oggi a palazzo Grazioli. I dubbi del partito, poi lo stop

Un blitz per forzare la mano e organizzare una grande manifestazione del Pdl davanti a palazzo Grazioli domani pomeriggio. Proprio in concomitanza della decisione della Cassazione sul processo Mediaset. Ma il «colpo» è fallito quando Berlusconi è stato avvertito e ha bloccato tutto. È l’ennesimo capitolo della lotta tra «falchi» e «colombe» che sta dilaniando il partito del Cavaliere, tra chi vuole portare il Popolo della Libertà in trincea, in uno scontro violento contro i giudici, e chi invece, Berlusconi in testa, continua a predicare moderazione, chiedendo di abbassare i toni, di aspettare la sentenza e di ragionare poi a mente fredda. Cercando di salvaguardare il governo di Enrico Letta. Il blitz è scattato nel pomeriggio, quando Daniela Santanché e Densi Verdini hanno convocato i vertici laziali del Pdl a una riunione nella sede del partito in via dell’Umiltà. Contemporaneamente, su twitter, la deputata del Pdl ha lanciato l’iniziativa: «Il nostro partito è come una famiglia e domani saremo sotto palazzo Grazioli dalle h 17.00 per il nostro Presidente Berlusconi. Vi aspetto». Quando la riunione è iniziata però non tutti sono stati d’accordo sull’idea del sit-in di protesta. Anzi, parecchi parlamentari hanno ricordato che proprio Silvio Berlusconi ha imposto di tenere un profilo basso, di evitare commenti. Insomma esattamente l’opposto di quello che significa una manifestazione di piazza. Con supporter del Cavaliere difficilmente controllabili, a quel punto, nel caso che dalla Cassazione fosse arrivata una sentenza di condanna. Daniela Santanché e Denis Verdini, però, non hanno mollato. E la riunione è finita con il compito di organizzare la protesta. Passa poco meno di mezz’ora e da palazzo Grazioli, dove Silvio Berlusconi è stato informato dell’iniziativa, parte il contrordine: annullate tutto, in questo momento si deve tenere un profilo basso, di moderazione. E non poteva essere altrimenti, visto tra l’altro che in questi giorni tra la casa del Cavaliere e palazzo Chigi fa continuamente la spola Gianni Letta. Il quale, insieme all’avvocato che difende l’ex premier in Cassazione, Franco Coppi, da settimane ha portato Berlusconi su questa linea. La marcia indietro definitiva è arrivata prima con un tweet sempre di Daniela Santanché – «Non si fa più niente, si aspetta» – e poi con un comunicato firmato dallo stesso Denis Verdini: «Da giorni, siamo letteralmente inondati da testimonianze spontanee di vicinanza, affetto e solidarietà verso il presidente Berlusconi. In tutta Italia, erano e sono in preparazione manifestazioni, iniziative spontanee, atti di mobilitazione politica e insieme affettiva verso il presidente. Ma da giorni, e anche oggi, ci siamo assunti la responsabilità di fermare tutti». «Nulla deve avvenire in un momento tanto delicato per il Paese – è la conclusione – Pertanto, la notizia di una manifestazione davanti a palazzo Grazioli è destituita di fondamento». Nel pomeriggio, prima del tentato blitz, i pochi esponenti del Pdl che hanno parlato hanno ribadito proprio la necessità di non infiammare i toni del dibattito. «Mi auguro che Berlusconi non venga condannato, che prevalga il diritto e il senso di responsabilità. E che si mantengano i nervi saldi» è stato il commento del ministro delle Infrastrutture Maurizio Lupi. «Al di là della sentenza non credo possano esserci ripercussioni sull'esecutivo – ha ribadito – Questo governo è nato grazie al senso di responsabilità di Pdl, Pd e Scelta Civica. Mi auguro che questo atteggiamento continui e che le dinamiche interne ai partiti non si proiettino all'esterno a discapito del governo e quindi del Paese e della stabilità delle istituzioni, perché senza queste condizioni fondamentali la crisi economica non si risolverà mai». Da Stefania Craxi è arrivata invece una rivelazione sulla «profezia» che suo padre aveva fatto proprio sul Cavaliere. Tra le lettere e gli appunti di Bettino rimasti inediti e raccolti durante gli anni ad Hammamet, ha raccontato intervenendo a Agorà estate «ci sono molti riferimenti alla giustizia politica, e c’è anche un piccolo avvertimento a Berlusconi». In un messaggio lo avvertì dei rischi: «Non illuderti ma la macchina giudiziaria agirà anche contro di te». Secondo Stefania Craxi «nelle rivoluzioni moderne, anche non potendo usare i fucili i rivoluzionari cercano di togliere chi è stato al potere nel periodo precedente. Per farlo, in Italia hanno inventato il processo speciale. Clan della magistratura e clan giornalistici apparecchiano uno spettacolo, che ha l'effetto di montare un'opinione pubblica "contro" mentre il giudice "ratifica" le decisioni dell'accusa».

Commenti

I commenti non sono al momento disponibili e saranno ripristinati non appena possibile. Grazie per la pazienza.