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Politica

Gli americani «liberano» lo 007 Seldon Lady

Marino Collaccianim.collacciani@iltempo.it È volato negli Stati Uniti con buona parte dei segreti che gli Usa vogliono tenersi ben stretti in patria. È questa la notizia-choc che riguarda il...

È volato negli Stati Uniti con buona parte dei segreti che gli Usa vogliono tenersi ben stretti in patria. È questa la notizia-choc che riguarda il rilascio di Robert Seldon Lady, l’ex capocentro della Cia a Milano, condannato a 9 anni per il sequestro dell'imam Abu Omar. L’uomo era stato fermato l’altroieri a Panama, inseguito da un mandato di cattura internazionale. In base a quanto riferito i Washington Post il rilascio di Lady sarebbe stato deciso per «evitare la possibilità che venga estradato verso l'Italia». Giovedì il nostro ministro della Giustizia aveva chiesto la conferma del fermo: la Cancelliri riteneva di avere due mesi per chiederne l'estradizione. In realtà, l'Italia non ha con Panama un trattato di estradizione: sarebbe stato, comunque, difficile concretizzare l'arrivo in Italia di Robert Seldon Lady«. L’agente Bob - al centro del sequestro dell’ex imam di Milano, il 17 febbraio del 2003 e per questo condannato nel nostro Paese - era il punto di riferimento del gruppo Cia che arrivò a Milano nel 2003. Il suo ruolo fu davvero importante in quella che fu la «rendition» di Abu Omar. Molto compassato (ma non poteva essere altrimenti viste l’evoluzione del caso e la forza della «controparte» a stelle e strisce) l’atteggiamento del nostro Ministero degli Esteri: la Farnesina ha «preso atto» della decisione delle autorità panamensi che hanno rilasciato Robert Seldon Lady. Lo ha sottolineato anche il viceministro Lapo Pistelli, limitandosi a constatare lo sviluppo: «Ho appreso anche io la notizia da poco». Il 19 novembre 2012 Robert Seldon Lady era stato condannato in via definitiva dalla Cassazione a nove anni di carcere per avere concorso al sequestro di Abu Omar (in primo grado a 8 anni, poi inaspriti in 9 in appello). Poiché tre anni sono indultati, ne dovrebbe quindi scontare sei. Nel 2007, durante le indagini, era stato protagonista di una dura polemica col pm Armando Spataro che conduceva le indagini. Lo 007 aveva affermato di non riconoscere la giustizia italiana perché il caso Abu Omar necessitava di una soluzione politica e non giudiziaria: «Frasi che ho sentito in altri tempi, in altre aule, quando erano imputati esponenti delle Brigate Rosse che non riconoscevano la giustizia italiana».

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