L’ex ministro Claudio Scajola del Pdl è stato indagato dal sostituto procuratore Alessandro Boglilo, di Imperia, con le accuse di abusi edilizi e finanziamento illecito ai partiti. L’inchiesta riguarda alcune opere di ristrutturazione di Villa Giuseppina, detta «Ninina», appartenente ai genitori della moglie dell’onorevole. Perquisizioni sono state eseguite oggi dalla Polizia Postale e dalla Polizia Municipale di Imperia, prima nello studio di Scajola, di via Matteotti; poi a Villa Giuseppina, dove gli inquirenti si sono a lungo trattenuti. «Siamo arrivati all’apice di una violenza che sembra non volersi placare né arrendere - ha affermato Scajola - fino a quando qualcuno non riuscirà a sostenere qualcosa contro di me, magari, provo a indovinare, prima delle prossime elezioni». Imperia, infatti, si prepara al voto. Il 26 e 27 maggio i cittadini saranno chiamati alle urne per il rinnovo del Consiglio comunale. «Anche qui, ancora una volta, non ho da temere nulla - ha proseguito Claudio Scajola - Se quello che vogliono è la mia vita, ammetto che per l’ingiustizia manifesta con la quale si attua una persecuzione, un altro colpo al cuore lo ho accusato». Già in passato l’ex ministro del governo Berlusconi era finito nell’occhio del ciclone. Nel 2002 venne assassinato il professore universitario Marco Biagi, consulente del governo. Scajola finì al centro di polemiche poiché il ministero da lui diretto aveva tolto la scorta a Biagi nonostante questi avesse manifestato preoccupazione per la propria vita. Il 30 giugno 2002venne alla luce una conversazione tra Scajola e alcuni giornalisti nella quale, tra l’altro, l’allora ministro dell’Interno definiva Biagi «un rompicoglioni che voleva il rinnovo del contratto di consulenza». Per le polemiche che ne seguirono Scajola fu costretto a dimettersi il 4 luglio successivo. Nel 2010, invece, la Guardia di Finanza trova traccia di assegni circolari per circa 900.000 euro, tratti da un conto corrente bancario intestato ad un professionista vicino al gruppo presieduto dall’imprenditore romano Diego Anemone (coinvolto in un’inchiesta secondo la quale il gruppo avrebbe ricevuto appalti pubblici dalla Protezione civile quali frutti di corruzione). Interpellate in proposito, le beneficiarie degli assegni hanno affermato di averli ricevuti per la vendita a Scajola di un appartamento a Roma, in Via del Fagutale, davanti al Colosseo. Scajola ha negato queste circostanze ribadendo in più occasioni di aver pagato l’immobile con i 600.000 euro attestati nell’atto notarile e di tasca propria, per i quali ha contratto regolare mutuo. Sotto la pressione di questa vicenda il 4 maggio 2010 Scajola si è dimesso da Ministro motivando la sua decisione con la volontà di difendersi dalle accuse.
Scajola indagato per abusi edilizi e finanziamento illecito
L’ex ministro Claudio Scajola del Pdl è stato indagato dal sostituto procuratore Alessandro Boglilo, di Imperia, con le accuse di abusi edilizi e finanziamento illecito ai partiti. L’inchiesta...
