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Anche Giannino va all'attacco: «Da Monti solo tasse»

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candidarsio non candidarsi, non si presenta neanche lui ma elegge gente a libro paga come faceva Berlusconi». Lo ha dichiarato il giornalista Oscar Giannino in corsa alle prossime elezioni con «Fare, per fermare il declino», ieri mattina ai microfoni di Radio Città Futura. Un altro errore, secondo Giannino, è stata l'esclusione di Corrado Passera a cui Monti aveva attribuito l'incarico di verificare e selezionare l'offerta di società civile: «Monti ha cambiato idea lasciando a Montezemolo il monopolio della rappresentanza della società civile». Una mossa che avrebbe confermato non solo la continuità con la vecchia politica, ma «indebolito il messaggio di Monti», secondo Giannino. «Ci vorrebbe una grande convergenza tra persone come noi che dipingono una ricetta seguita da tanti paesi avanzati che hanno avuto guai paragonabili ai nostri - ha spiegato Giannino in merito alla pressione fiscale - per abbattere il debito pubblico con quello che ha lo Stato di suo e con un sostegno a chi è davvero vittima della crisi. A questo dovrebbe aggiungersi un ampio pezzo di sinistra che capisse che fuori da questa ricetta c'è solo lo strazio fiscale». Ieri, però, Giannino ha anche spiegato che la porta al premier non è del tutto chiusa: « Ma le porte per il premier non restano serrate.«Vedremo se ci sarà qualche cambiamento in agenda e chi imbarcheranno alla fine». Ma il no senza se e senza ma resta «all'impostazione tutta tasse di Monti, senza alcuna discontinuità con la ricetta Tremonti», chiarisce. Per far ripartire il Paese «bisogna invece abbattere drasticamente la pressione fiscale», puntando su «meno tasse e crescita economica», con «vere liberalizzazioni e concorrenza per abbassare il prezzo dei servizi e aumentarne l'efficienza». Oltre a intervenire drasticamente «sulla macchina pubblica: un elefante corrotto incapace di correre da ridimensionare nettamente».

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