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Bagnasco: dietro eutanasia e aborto motivi economici

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Secondo il cardinale a volte le ragioni umanitarie sono scuse

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Ieri,inizio dell'anno civile, la Chiesa celebrava, come ogni anno dal 1968 per una felice intuizione di Paolo VI, la giornata della pace. E a richiamare il legame che c'è tra l'aborto e la pace ci ha pensato il presidente della Cei, cardinal Bagnasco. L'arcivescovo di Genova, parlando nella chiesa dell'Annunziata prima della partenza della Marcia per la pace, si è chiesto «quale garanzia ci può essere se uno Stato non promuove, non rispetta, non accoglie, non difende la vita, soprattutto la più fragile e debole, anche quella vita che non ha neppure il volto, neppure la voce per imporre sé stessa ed il proprio diritto? Oppure se quella vita non ha più la voce perché l'ha persa, in uno stato di incoscienza o di infermità mentale?». Senza usare i termini eutanasia ed aborto, il porporato ha chiarito «è evidente a chi pensiamo. Quali garanzie ci sono se la comunità - ha aggiunto il cardinale - non è in grado di accogliere o non vuole accogliere, per motivi anche i più umanitari a parole, ma in realtà, temo, a volte, per motivi economici? Quali garanzie può dare uno Stato se la comunità civile non è in grado di accogliere la vita nella fase più ultima? Parliamo spesso degli ultimi - ha detto ancora Bagnasco riferendosi ai poveri, ai malati, ai disoccupati - ma gli ultimi degli ultimi sono coloro che non possono opporre agli altri neppure la presenza, neppure un volto, tanto meno la voce». Parole forti, che sicuramente peseranno nell'imminente campagna elettorale per quanto riguarda i temi etici. Pensieri espressi riprendendo i concetti contenuti nel messaggio di Benedetto XVI per la Giornata della pace. Commentandolo, il porporato ha affermato che «l'etica sociale si fonda ed è garantita dall'etica della vita. Entrambe sono intimamente congiunte: l'una fonda e garantisce l'altra, l'altra invera la prima». Del resto, anche Benedetto XVI ieri prima dell'Angelus in piazza S. Pietro ha chiarito bene «chi sono gli operatori di pace: sono tutti coloro che, giorno per giorno, cercano di vincere il male con il bene, con la forza della verità, con le armi della preghiera e del perdono, con il lavoro onesto e ben fatto, con la ricerca scientifica al servizio della vita, con le opere di misericordia corporale e spirituale. Gli operatori di pace sono tanti, ma non fanno rumore. Come il lievito nella pasta, fanno crescere l'umanità secondo il disegno di Dio».

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