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Il Pd frena il Prof: «Niente simboli con il suo nome»

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Ilpartito di Pier Luigi Bersani vorrebbe infatti tenere aperta la porta del dialogo con i moderati guidati dal Professore ma, proprio per questo, non può accettare uno scontro all'ultimo sangue. Ci pensa il capogruppo del Pd alla Camera Dario Franceschini ha chiare la posizione: «Monti si ritaglierà un ruolo di interlocutore-alleato-avversario a seconda delle mosse che fara. Se sale in politica entro certi limiti si può dare una valutazione positiva perché può essere un passo verso la normalità del confronto tra due schieramenti, uno conservatore e l'altro progressista come nel resto d'Europa». Il problema sono proprio i «limiti» che il Professore dovrà rispettare. «Ad esempio - prosegue Franceschini - li riterrei superati se ci fosse il cognome del premier che sosteniamo in un simbolo avversario». Insomma, niente lista Monti, altrimenti sarà «guerra». Dopotutto Bersani e i suoi sanno che, senza il nome del Professore, i moderati saranno meno competitivi nelle urne. Ma sanno anche che, se l'avversario è Monti in persona, la possibilità di un dialogo post elettorale diventa quasi impossibile visto che, nel centrosinistra fondato sull'alleanza Pd-Sel-Psi, una buona fetta è decisamente contraria al premier e alla sua Agenda. In ogni caso il leader Pd è tutt'altro che preoccupato. La sua convinzione è che il centrosinistra vincerà facilmente sia alla Camera che al Senato. In tal caso sarà il Centro a dover cercare il confronto con il Pd e i suoi alleati. E non viceversa. E non è escluso che, a quel punto, le due formazioni possano trovarsi a proporre e approvare interventi comuni. Tra l'altro al Nazareno si ragiona anche sulla possibilità che, qualora i toni della campagna dovessero rimanere «civili», si possano offrire incarichi parlamentari, magari la presidenza di una delle due Camere o di qualche commissione particolarmente significativa, ai montiani. Intanto si lavora alle liste. La notizia di ieri è sicuramente la candidatura di Piero Grasso, procuratore nazionale antimafia. Ma Garsso non sarà il solo «nome di peso» che affiancherà coloro che usciranno vincitori dalle primarie. Di tutto questo si parlerà il 3 gennaio, dopo l'esito della consultazione, in modo da "riequilibrare" la squadra dei parlamentari.

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