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Il timing, tre settimane per provare a trovare un accordo sulla legge elettorale, è stato concordato nei giorni scorsi tra Bersani e Alfano.

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Menochiaro è, però, l'esito della ripresa delle trattative tra i partiti per cercare di superare il Porcellum. Il Pdl mette come condizione per il doppio turno gradito al Pd il via libera all'emendamento sul semipresidenzialismo che però dovrebbe essere bocciato da Pd e Udc quando, la prossima settimana, sarà messo al voto al Senato. Una via di uscita potrebbe essere il ritorno al modello proporzionale, alla cosiddetta «bozza Abc», sulla quale i partiti avevano trovato un'intesa prima delle amministrative. Magari, come ha proposto ieri Luciano Violante, accentuando «il carattere maggioritario dello schema avvicinandoci ancor più al modello spagnolo, con una soglia di sbarramento al 5% e un premio per la coalizione vincente». L'ipotesi di un modello proporzionale piace da sempre all'Udc e il leader Udc Pier Ferdinando Casini ha ricordato che «l'accordo già c'era». E tutti i partiti concordano sulla necessità di definire una legge elettorale che, oltre a restituire ai cittadini la scelta dei parlamentari, possa garantire la governabilità.

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