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Grillo attacca Casini e Bersani: "Noi non vogliamo soldi pubblici"

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Beppe Grillo attacca Pierferdinando Casini nell'ultimo aggiornamento del suo blog. Il motivo è un emendamento, presentato dall'Udc e già approvato dalla Camera, che vincola l'erogazione di rimborsi elettorali all'esistenza di uno Statuto, che il M5S non ha. "La febbre terzana che ha colpito Bersani che sproloquia di "non vittoria" ha colpito anche Azzurro Caltagirone, in arte Casini", afferma Grillo. "Premessa: il M5S ha rifiutato in passato il rimborso elettorale di un milione e 700mila euro per le regionali e rinuncerà ai rimborsi per le prossime politiche, che potrebbero superare i 100 milioni di euro e più con le attuali previsioni di voto". "Il M5S - scrive Grillo - ha uno Statuto di soli 7 punti che non prevede neppure l'esistenza di un tesoriere, ne' tanto meno di finanziamenti elettorali. Si chiama "Non Statuto", ma è uno Statuto a tutti gli effetti. Lo propongo come modello ai partiti, non invocherò il copyright. Invece di tagliare i loro contributi di un miliardo di euro, li tagliano al M5S che non li vuole. Geniale!" "L'emendamento udiccino conteneva anche un appello alla democrazia, lo Statuto (quello che consente di prendere i soldi) deve essere "conformato a principi democratici nella vita interna con particolare riguardo alla scelta dei candidati, al rispetto delle minoranze, ai diritti degli iscritti". Ma questo e' un autogol, una mossa degna di Tafazzi, del QI di Casini. I candidati nei partiti sono infatti "nominati" dai segretari di partito grazie alla legge elettorale "Porcellum", alla faccia della democrazia interna, quindi non potranno più percepire rimborsi. Giusto? Giusto! A proposito - conclude - qualcuno mi presta i soldi per la colazione?".

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