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La maggioranza trema sulla giustizia

Il ministro della Giustizia Paola Severino

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Un'altra giornata di caos in commissione Giustizia alla Camera dove ieri si è concluso l'esame della proposta di legge dell'Italia dei Valori per il ripristino del reato di falso in bilancio. Martedì il governo aveva dato il via libera ad un emendamento del Pdl all'articolo 1 che di fatto recuperava la normativa introdotta nel 2004 dal governo Berlusconi. Ed erano esplose le polemiche. Ieri gli equilibri si sono rovesciati ed è stato approvata una modifica all'articolo 2, prima firma Donatella Ferranti (Pd), che reintroduce la procedibilità d'ufficio per il falso in bilancio nelle società quotate e quelle che emettono o garantiscono strumenti finanziari. Anche stavolta, però, la polemica è stata inevitabile. Soprattutto perché, contestualmente, sono stati bocciati tutti gli emendamenti soppressivi presentati dal Pdl. Insomma, forse l'analisi è viziata da un eccesso di negatività, ma non sembra avere torto la finiana Giulia Bongiorno, presidente della commissione Giustizia di Montecitorio, quando intervistata da Repubblica sottolinea il rischio che la maggioranza che sostiene Mario Monti imploda su una materia su cui «ci sono visioni diametralmente opposte». La vicenda del falso in bilancio ne è un esempio concreto. «Dopo questo voto - sottolinea il deputato Pdl Luigi Vitali - la maggioranza è cambiata. Si è verificata ufficialmente una frattura. Con la Severino negli incontri che abbiamo avuto non si era mai parlato del falso in bilancio. Prendiamo atto di questa nuova maggioranza e a chi di competenza ci appelliamo affinché valuti la nuova situazione». Di tutt'altro tenore le reazioni delle altre forze politiche. Per Ferranti quello di ieri è «un primo passo per il ripristino del reato Siamo riusciti a introdurre un principio fondamentale. Il falso in bilancio non è più punibile a querela e il danno non è elemento costitutivo ma solo un'aggravante. Si ripristina il principio di trasparenza nelle comunicazioni sociali a tutela della libera concorrenza. Ho accettato la riformulazione dell'emendamento con la riduzione della pena massima perché è importante il principio. Rimane il lavoro da fare in aula per correggere l'articolo 1». Sulla stessa lunghezza d'onda Federico Palomba, capogruppo Idv in commissione e relatore del provvedimento: «È una grande vittoria della legalità, che comincia a ritornare in questo paese dopo anni di buio. La magistratura avrà strumenti più efficaci di lotta contro la corruzione. La politica deve rispondere alle pressanti richieste di moralità che vengono dai cittadini. Idv ha iniziato la battaglia per il ripristino del falso in bilancio ed ha trovato una solida maggioranza. In aula proporremo anche la modifica dell'articolo 1». Insomma, la battaglia è tutt'altro che finita. Il testo sul falso in bilancio arriverà in Aula il 28 maggio ma a questo punto è altamente probabile che lo scontro si allarghi ad altri argomenti come le norme anticorruzione con il Pdl che potrebbe continuare con l'ostruzionismo. Sulla giustizia torna quindi la spaccatura che ha condizionato sia la maggioranza guidata da Silvio Berlusconi (fu uno degli argomenti di discussione con Fli), ma anche l'eterna lotta con l'opposizione di centrosinistra. Intanto il sottosegretario Salvatore Mazzamuto, che martedì aveva dato parere favorevole all'emendamento del Pdl, si è difeso dalle accuse ribadendo di essersi limitato «a leggere la scheda».

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