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Si dissolve anche il Terzo Polo

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Pier Ferdinando Casini

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Il Terzo Polo è scomparso. Come il Pdl, come, in parte, il Pd, anche Pier Ferdinando Casini paga pesantemente la ventata di antipolitica che ha scompaginato la politica. E con lui affondano anche i futuristi di Gianfranco Fini e quel poco che resta dell'Api di Rutelli. La disfatta la ammette candidamente Roberto Menia, uno degli uomini di Futuro e Libertà più vicini al presidente della Camera, che al Tg5 spiega che «in queste elezioni il Terzo Polo non è proprio esistito». E Roberto Rao, che del pensiero del leader Udc è l'interprete più rigoroso, ieri non ha potuto fare a meno di ammettere in un sms «Udc meno peggio di altri ma male complessivamente». Insomma stavolta la strategia di allearsi un po' con il centrodestra un po' con il centrosinistra, si è rivelata sbagliata. Gli elettori hanno preferito candidati schierati in maniera più netta. Casini, che si era presentato come l'uomo nuovo, il moderato che si contrapponeva a Berlusconi e Bersani, quello che doveva catalizzare il voto dei moderati che capivano il momento di emergenza, ha fallito. E il Terzo Polo è diventato il Quarto, superato nettamente dal Movimento Cinque Stelle. Non paga essersi alleati a Taranto con il sindaco uscente di Sel, il quale andrà al ballottaggio, ma in caso di vittoria darà ai centristi poco più di uno strapuntino, non paga essersi presentati a Genova con una lista civica dietro alla quale si è «mascherato» il Terzo Polo, non paga a Piacenza essere andati da soli con un candidato che non è andato oltre il 2 per cento. È andata meglio all'Aquila dove comunque il candidato dell'Mpa con il quale l'Udc è alleato, Giorgio De Matteis, è andato al ballottaggio. Ora il leader dell'Udc si trova in mezzo a una palude. Il Pd, visto il pessimo risultato del Terzo Polo, ha già raffreddato gli entusiasmi per una possibile alleanza virando decisamente a sinistra. L'unica alternativa potrebbe essere quella di ricostruire un asse con un Pdl sull'orlo della disfatta. Ieri Casini, di solito attivissimo anche su twitter,, è scomparso. E ha lasciato il segretario Lorenzo Cesa a rilanciare il suo progetto del partito della Nazione. E a sostenere che, in fondo, il risultato delle amministrative non era così male: «Siamo soddisfatti, per noi è un ottimo risultato – ha commentato – Ora lavoriamo per creare nelle prossime settimane e nei prossimi mesi un grande partito di centro, moderato, per dare rappresentanza all'area moderata».

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