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I grillini esultano e pescano voti tra i delusi e gli astenuti

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IlMovimento 5 stelle vola nei sondaggi e i candidati grillini alle comunali ci credono, puntano ai ballottaggi strizzando l'occhio al bacino di astenuti, ma non ci stanno a essere liquidati semplicemente come il successo dell'antipolitica. «Noi non siamo contro la politica, ma contro questa politica – afferma Riccardo Nuti, portavoce e candidato sindaco del Movimento Cinque Stelle di Palermo – siamo per il risparmio energetico, l'incentivazione delle fonti rinnovabili, la riduzione degli sprechi, il limite massimo di due mandati per chi fa politica. Siamo per una politica altra e crediamo che i tempi siamo maturi perché questa novità si affermi». Ed è così che a Parma, che va alle urne per lasciarsi alle spalle il commissariamento dopo le dimissioni dell'ex sindaco Pietro Vignali, la ricetta del movimento 5 stelle è in un programma di 70 pagine che accompagna la candidatura di Federico Pizzarotti, 39 anni, di professione informatico in un istituto di credito, e candidato a sindaco. «Il voto espresso per noi non è un voto di protesta, ma di proposta – precisa – e lo dimostra il fatto che il nostro programma, in cui articoliamo 20 punti per 20 capitoli, è stato già consultato da 1.100 persone e scaricato via web da 200 persone. Insomma c'è interesse vero per i nostri contenuti e per un modo nuovo di fare politica». Trasparenza, partecipazione, ambiente, sviluppo sostenibile, cittadinanza digitale, tra i cavalli di battaglia del movimento che punta a convincere gli elettori proprio con le proposte messe in campo. «I sondaggi mi interessano poco, quello che conta è che i cittadini partecipino al dibattito e vadano a votare con consapevolezza», afferma Paolo Putti, candidato sindaco di Genova per il Movimento Cinque Stelle. «Mi dispiace per i sondaggisti - dice Putti - ma non ci interessano più di tanto le previsioni, anche perché noi non andiamo nei consigli comunali per partecipare a delle coalizioni. Quindi non dobbiamo preoccuparci della consistenza della nostra dote». «Dove non avremo la maggioranza saremo all'opposizione – spiega il candidato sindaco di Genova – Ma non come i partiti tradizionali, che se sostengono la maggioranza dicono sì a tutto e se sono all'opposizione sono sempre per il no. Voteremo sì o no secondo l'interesse dei cittadini». Certi che i recenti scandali abbiano decretato la fine dei tradizionali partiti, i grillini guardano ai delusi, a quanti ormai sfiduciati, sono a un passo dallo scegliere di non andare alle urne. Insomma, l'obiettivo è intercettare la voglia crescente di voltare pagina.

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