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"Voglio partecipare a un partito che vada da Alfano a Enrico Letta"

Pier Ferdinando Casini

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Vuole costruire e partecipare a un partito dove stiano insieme Enrico Letta e Angelino Alfano. E vuole che il Parlamento modifichi in questa legislatura la legge elettorale «in modo che ognuno si possa emancipare dai propri pazzi». Però fiuta il pericolo che qualcuno sia disponibile a cambiarla solo a parole e stia invece lavorando per fare restare tutto così come è. E avverte: «Lo so che c'è gente che ha qualche riserva mentale a farlo e che pensa a unire chi appoggia il governo e la Fiom. Ma questo è un fatto gravissimo di cui dovrà assumersi tutte le responsabilità». Pier Ferdinando Casini non si lascia «stanare» facilmente su quelli che sono i suoi reali progetti politici. Però ieri pomeriggio – partecipando a un confronto organizzato da Enrico Cisnetto a Roma con Giuliano Ferrara – stuzzicato dal direttore de «Il Foglio» che lo vorrebbe a capo di una coalizione di centrodestra «benedetta» da Berlusconi, qualche fotografia in più su quello che immagina sia il suo futuro la lascia intravedere. Il primo punto, quello che gli preme di più, è cambiare la legge elettorale per arrivare al proporzionale. E in questo modo liberare i partiti dall'obbligo di allearsi con ospiti scomodi. La Lega da una parte e Idv e Sel dall'altra. «Oggi – spiega – nel Pd, tante persone la pensano come me, la foto di Vasto sarebbe una catastrofe per il Paese ma prima di tutto per i Democratici». Per questo annuncia che chiederà che la riforma venga incardinata entro Pasqua in modo che ci sia la possibilità di approvarla prima del voto del 2013. Ma se questo non dovesse avvenire Casini è pronto a restare lì dove sta oggi: «Io vado al centro e punto a raddoppiare i consensi. Ma a chiunque vincerà dirò che è da pazzi voler governare in questo modo». Il governo Monti, insomma, è per Casini l'occasione di arrivare all'obiettivo che si è posto da tempo e che Giuliano Ferrara gli riconosce aver visto per primo: la fine del bipolarismo e la ricostruzione del sistema politico. «Perché – avverte, dopo Monti nulla sarà più come prima». E l'alleanza con Berlusconi? Casini dice di non volerla e di non cercarla. Il partito che immagina è un altro. Del quale però non vuole essere «facitore» ma ospite. «Vorrei presentarmi in una formazione con tante persone che stanno nel Pd e nel Pdl. Mi chiedo sempre perché Enrico Letta e Alfano non stanno nello stesso partito. O Fioroni e Fitto». Il pericolo, e Casini lo ha capito, è che nel Pd qualcuno voglia mandare Letta con Vendola al governo prima del 2013.

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