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Napolitano: dopo 2013 sarò un privato cittadino

Il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano

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Appuntamento nel giugno 2013, «ma da privato cittadino». Il Quirinale apra le porte a qualcun altro e, perchè no, magari questa volta ad una donna. Giorgio Napolitano per la prima volta si esprime sul suo futuro e lo fa con leggerezza, in una conversazione con un gruppo di giovani studenti, chiudendo la porta a voci e speculazioni che nelle scorse settimane sono circolate su una sua possibile ricandidatura per un nuovo mandato al Colle più alto. Era il 16 gennaio 2012 - data lontana e precedente a questi sussurri della politica - quando il capo dello Stato incontrò un gruppo di studenti della scuola media del Virgilio di Roma che gli chiesero quanto fosse impegnativo fare il presidente della Repubblica. "Nessuno è insostituibile" Un dialogo franco e aperto con i giovani all'interno di una puntata di un documentario della Rai dedicato alle istituzioni repubblicane, andato in onda solo ora. Semplice come la domanda la replica di Napolitano: «effettivamente la stanchezza c'è, e poi non si deve mai ritenere di essere insostituibili», riconobbe il presdiente che alla scadenza del suo settennato, nel maggio del 2013, avrà quasi 88 anni. «Sono una persona che ha lavorato molto, ha avuto molte soddisfazioni, molte responsabilità, ma sono una persona - disse allora agli studenti - molto avanti negli anni». Anche per questo, ha aggiunto, «è necessario passare la mano, è necessario che si facciano avanti altri per la carica di presidente della Repubblica». E se per la politica nel suo complesso il presidente chiede che «i partiti si aprano il più possibile a forze nuove» per «produrre il necessario cambiamento dei partiti, del quadro politico», Napolitano - su sollecitazione dei giovani studenti - si augura che il ruolo delle donne cresca ovunque in Italia e soprattutto nei settori sensibili. Anche nello scranno più alto della Repubblica. I tempi sono maturi, sostiene in sostanza Napolitano, per una donna al Colle. «Più le donne si faranno sentire, prima arriverà, e mi auguro presto, il momento in cui ci sarà anche una candidata donna a presidente della Repubblica e potrà essere eletta». Poi, andando indietro con i ricordi, ha ricordato come nella sua lunga vita parlamentare si sia sempre trovato «a dover scegliere tra candidati uomini». In Italia, ha riconosciuto il capo dello Stato, siamo ancora indietro nelle pari opportunità: «sicuramente rimane ancora, se non un vero pregiudizio, una resistenza a scegliere una donna per certi incarichi». Le parole del capo dello Stato sono state molto apprezzate dalle parlamentari che, in maniera bipartisan, hanno auspicato che questo augurio si traduca a breve in fatti.  

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