Ha preso il via nell'Aula del Senato l'informativa del premier Mario Monti sulla manovra varata ieri dal Consiglio dei Ministri. Monti sta ricalcando il discorso pronunciato alla Camera, che era durato circa 40 minuti. In apertura del suo intervento il premier ha ringraziato il presidente del Senato Renato Schifani "per il supporto" nei primi giorni da senatore a vita. IL PREMIER ALLA CAMERA Ci sono tutti i leader in Aula alla Camera ad ascoltare l'informativa di Mario Monti sulla manovra: l'ex premier Silvio Berlusconi accanto al segretario Pdl, Angelino Alfano, il leader della Lega, Umberto Bossi, il leader e il segretario Udc, Pier Ferdinando Casini, il segretario del Pd, Pier Luigi Bersani, il leader Idv, Antonio Di Pietro. Ma mentre il presidente del Consiglio illustra il decreto "salva-Italia" all'Assemblea di Montecitorio, i banchi del Pdl sono semi vuoti. Gramiti invece i banchi del governo: Monti fa le sue comunicazioni alla Camera in piedi tra il ministro dell'Interno, Anna Maria Cancellieri, e il ministro per i Rapporti con il Parlamento, Giarda. MONTI E LE MISURE SALVA-ITALIA "E' uno di quei momenti storici nel quale il dovere di tutti è esser fedeli all'Italia, bisogna pensare ogni istante e in ogni comportamento alla salvezza di questa grande Nazione che attraversa un momento molto critico". Così ha esordito il premier, parlando della manovra approvata ieri dal Cdm. "Lo spread - ha sottolineato poi Monti - sta denotando grande attenzione positiva per quanto abbiamo ieri annunciato e approvato". Fuori dall'euro e dalla casa comune europea "c'è il baratro" e l'isolamento e quindi "non c'è alternativa" ha sottolineato il presidente del Consiglio. "La stabilizzazione della nostra economia e del sistema finanziario rappresentano un contributo decisivo al superamento della crisi europea che più volte ha sfiorato la crisi sistemica. Al di fuori dall'euro e della casa comune europea - ha aggiunto - ci sono il baratro della povertà e della stagnazione, il crollo dei redditi e del potere d'acquisto, l'isolamento e l'assenza di futuro per le giovani generazioni. Non esiste alternativa". UNO SGUARDO AL FUTURO "Il governo è consapevole di aver ricevuto dal capo dello Stato e dal Parlamento un mandato limitato nel tempo per far fronte a una situazione grave, per questo ritiene di dover agire con determinazione e urgenza". Ad affermarlo il premier Mario Monti nel suo intervento alla Camera. Pe questa ragione, ha sottolineato, "c'è la necessità di adottare interventi urgenti". "E' necessario - ha aggiunto - operare con tutte energie per fare le riforme strutturali in tutte le cose che frenano il futuro". "Una crisi dell'unione monetaria - ha aggiunto - avrebbe conseguenze destabilizzanti per l'intera economia mondiale. Gli sguardi dell'Europa e del mondo sono concentrati su quest'Aula. Il futuro dell'euro dipende anche dalle decisioni che l'Italia sta prendendo". Inoltre ha messo in evidenza Monti "Il governo esprime la netta convinzione che si debba andare al superamento delle province, e si impegnerà fattivamente a favore di provvedimenti in Parlamento in questa direzione". IMPOSTE E PRODUTTIVITA' Le nuove imposte disposte con il decreto legge varato ieri dal Cdm "preservano e agevolano la capacità produttiva" del Paese. Ne è certo il premier Mario Monti, che parlando alla Camera sulla manovra sottolinea: "L'aumento delle imposte non andrà a pesare sui fattori produttivi, su cui anzi si cerca di alleviare il peso soprattutto sul lavoro, e si cerca di far contribuire ricchezza e patrimonio". A questo proposito, Monti ha ricordato l'estensione del bollo sui conti correnti anche agli altri strumenti finanziari e il prelievo "di pari importo rispetto al bollo anche sui capitali rientrati attraverso lo scudo fiscale". REGIME DI TRASPARENZA E' necessaria l'adozione di un "regime di trasparenza diffuso che coinvolga soprattutto i rappresentanti della classe politica e la pubblica amministrazione - spiega il premier - la trasparenza è il primo e più importante strumento di equità e giustizia al fine di accrescere la consapevolezza di un comune sforzo verso il bene pubblico. La trasparenza deve applicarsi in primo luogo ai membri del governo". Con il Consiglio dei ministri di ieri sono state prese "decisioni che danno risposta all'emergenza ma che danno altresì avvio, e vi prego di considerare questo effetto, alle riforme strutturali". BERLUSCONI: SERVE LA FIDUCIA Il governo dovrà necessariamente mettere la fiducia sulla manovra. Ne è convinto l'ex premier Silvio Berlusconi. "Devono porre la fiducia, altrimenti - ha spiegato - non credo ci sia la possibilità di approvarla". "Questa manovra contieme diverse cose su cui non siamo aperti, tuttavia il problema non è una singola parte ma la necessità di approvare l'intera manovra per la situazione che si è creata. Quindi noi sosteniamo questo governo lealmente e continueremo a sostenerlo. Lo faremo - ha aggiunto - anche se ci saranno, dopo il lavoro in commissione, delle cose su cui non avremo opinione positiva". CICCHITTO E LA POSIZIONE DEL PDL Il Pdl rivendica "l'azione del governo Berlusconi che ha fatto le riforme e ha ridotto il rapporto deficit/Pil e ha fatto crescere l'avanzo primario" e boccia la reintroduzione dell'Ici sulla prima casa. Lo ha detto in aula alla Camera il capogruppo del Pdl a Montecitorio, Fabrizio Cicchitto, repilicando all'informativa urgente di Mario Monti in Parlamento. Cicchitto, accanto a Silvio Berlusconi, ha preso di fatto le distanze dal provvedimento varato ieri dal governo: "Il decreto - ha detto - appartiene tutto al lavoro del Governo, di cui riconosciamo d'aver operato in tempi rapidi e brevi. Se l'avessimo fatto noi, non l'avremmo fatto identico, non avremmo messo l'Ici sulla prima casa che avevamo tolto, provvedimento sul quale esprimiamo la nostra netta riserva". Sul fronte delle misure per la crescita inoltre, ha aggiunto, si notano elementi di "netta continuità col precedente Governo". Cicchitto ha aggiunto che rispetto alla manovra "i dissensi sono legittimi e con quelli ci dobbiamo misurare". Poi una gaffe in chiusura: "le differenze tra noi e il Pdl rimangno inalterate", ha detto suscitando le risate dei colleghi di partito e dello stesso Berlusconi. Poi Cicchitto si è corretto e ha ribadito che le distanze tra il partito di via dell'Umiltà e i Democratici restano quelle di sempre. REGUZZONI: MANOVRA CHE PENALIZZA "Questa manovra non ci piace perchè non c'è rigore non c'è crescita e non è per niente federalista". Marco Reguzzoni in aula alla Camera boccia la manovra di Mario Monti. In particolare le pensioni "la parte più odiosa" perchè "colpisce chi ha lavorato tanti anni" e premia "chi è veramente un parassita", "penalizzando chi vuole entrare nel mondo del lavoro". Il capogruppo della Lega a Montecitorio punta l'indice contro norme che colpiscono la prima casa che è "la vera ricchezza degli italiani". E ci sono "misure degne del più centralista dei governi", perchè almeno l'Ici andava nelle casse dei comuni mentre la nuova tassa va direttamente allo Stato. "Questa manovra non è per chi lavora e produce, ma è una manovra per i burocrati di stato", incalza Reguzzoni. È una manovra "che non creerà un solo posto di lavoro", e allora, Monti ne prenda atto e "getti la spugna". "Eravamo disposti a valutare provvedimenti seri e invece niente di tutto questio, volete solo conservare i privilegi", sottolinea. Sui "nostri emendamenti dovrete dire di sì o di no e prendere le responsabilità di fronte al paese". FRANCESCHINI: SALVARE L'ITALIA Il capogruppo del Partito democratico in Aula alla Camera: "Non dimentichiamo il principio di giustizia sociale. Da oggi in poi, basta con le furbizie. Presidente Monti, quella forza che le diamo oggi, la usi per far valere la nostra voce in Europa. Usi i sacrifici dolorosi richiesti agli italiani per far valere la nostra voce sui tavoli europei. Il nostro e il suo compito non è solo quello di salvare l'Italia, ma anche l'Europa".
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