E ora i leghisti riscrivono pure l'Inno di Mameli
Unarivisitazione spedita al giornale da una lettore e pubblicata, con risalto, all'interno di due pagine intitolate "Io esisto e sono padano". E così Michele Doverio da Arona (No) spiega: «Credo sia giusto dare al presidente Napolitano una piccola soddisfazione e quindi propongo di canticchiare anche noi l'Inno. Naturalmente con qualche modifica». E così «Fratelli d'Italia, l'Italia s'è desta» diventa «Fratelli Padani, la Lega s'è desta» e sostituendo quell'«Elmo di scipio s'è cinta la testa» con «con Bossi nel cuore rialza la testa» . Logicamente non poteva mancare un riferimento a «schiavi di Roma». Un vero affronto per il nordista che corregge subito in «Mai schiavi di Roma» perchè certamente «siam pronti alla morte» ma solo se «la Lega chiamò».Ale.Ber.
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