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"An scelse il Pdl. La causa di Fli non ha fondamento"

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Alcuni militanti scattano una foto al simbolo di Alleanza Nazionale

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«Guardi, una cosa è certa. Alleanza nazionale, nel suo ultimo congresso, ha scelto come forma partito il Pdl. È scritto chiaro e tondo nell'incipit delle determinazioni finali. Bisogna ricordalo sempre». Franco Mugnai è un uomo calmo, parla piano, quasi detta le parole. Risponde al telefono e alza subito un muro: «Non rilascio interviste». Seconda telefonata e si mostra più morbido: «Senta, sono sulla pista di Misano dove ho portato mio figlio. Non intendo parlare». Terza telefonata, piano piano comincia a raccontare del patrimonio di An. Più a sillabe che a concetti. Un uomo di mediazione, Mugnai. Scelto dalla maggioranza pidiellina per guidare il comitato di gestione di An, il senatore toscano ad un certo punto però quasi sbotta come se si sentisse colpito nel vivo. Ci tiene a rimettere in chiaro le cose. Presidente, quelli di Fli si preparano a intentare una causa civile per chiedere la spartizione del patrimonio di An? «Al momento non è stata avviata alcuna iniziativa». Al momento sembra però anche inevitabile...  «Non sono abituato a commentare ipotesi. Se ci sarà ne riparleremo». Se ci sarà però sarà una sorta di guerra civile all'interno della destra oltre quella che già si è consumata? «Senta, definire il quadro sereno forse è eccessivo. Ma la situazione non mi pare così grave come lei la racconta. Insomma, sul piano personale i rapporti sono buoni con tutti». Non è preoccupato?  «No. Se ci sarà questa causa bisognerà vedere chi la intenterà e su quali basi. Francamente io al momento non ne vedo i presupposti».   Il 22 vi rivedrete dal giudice che ha suggerito una cociliazione bonaria. Lei è il presidente dei comitato di gestione, non se la sente di lanciare un ultimo appello alla riconciliazione?  «Ma certo. Guardi, che non c'è nessuna conventio ad excludendum nei confronti di alcuno. Noi siamo espressione di un comitato dei garanti a cui dobbiamo rispondere. E nei garanti sono rappresentante tutte le anime, diciamo quelle di "maggioranza" e di "minoranza". Uso questi termini solo perché si capisca a cosa mi riferisco, per me non esiste questa divisione». Ma la minoranza, ovvero gli ex An confluiti in Fli, sollecita una spartizione del patrimonio. Che cosa risponde? «È una richiesta molto complessa. Vede, noi abbiamo ricevuto un mandato. Che è quello di costituire una fondazione che valorizzi il patrimonio di idee, di valori, di programmi della destra politica italiana. Ora, questo mandato ci è stato dato dall'ultimo congresso di An». Vuol dire che occorrerebbe un nuovo congresso?  «Penso di sì. E torno a ribadire che quell'assise stabilì che la forma partito sarebbe stata il Pdl. È scritto, letto e votato. Possiamo ragionare come vuole ma non si può prescindere da questo dato». Però la fondazione non è stata ancora costituita, o no?  «Giusto. Le determinanzioni impongono come data ultima la fine del 2011. Entro la fine dell'anno la fondazione sarà costituita». E dopo? Fli accusa che le ex sedi di An sono state cedute gratuitamente al Pdl. «Per quanto riguarda la parte delle giacenze liquide, abbiamo effettuato una trattativa che ha già portato a una rivalutazione del 600%. Per quanto riguarda i tagli, abbiamo già risparmiato centinaia di euro soprattutto per le pendenze. Abbiamo ridotto i costi delle locazioni per quansi un milione di euro. Tredici nostri dipendenti sono stati assunti dal Pdl per un risparmio di circa 500mila euro. Adesso vedremo per il patrimonio immobiliare che sarà valorizzato e ottimizzato. Ovviamente anche quello immobiliare la cui importanza diverrà ancora più determinante in quanto An, anche come associazione, non percepirà più il finanziamento pubblico ai partiti». Quali altre iniziative saranno intraprese per valorizzare il patromonio ideale e culturale di An? «Se ne occuperà la fondazione. Noi abbiamo il compito di costituirla e lo faremo nei tempi previsti».   Nella fondazione saranno rappresentati anche i finiani? «Non dipende da me, scusi. Quello che posso dirle è che il nuovo organismo sarà ovviamente espressione dell'attuale associazione, nella quale sono presenti anche gli esponenti che hanno scelto di confluire in un partito diverso dal Pdl».  

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