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Condannato Di Girolamo. Restituirà quattro milioni

Di Girolamo

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Si è conclusa con una condanna patteggiata a cinque anni la vicenda giudiziaria che ha coinvolto l'ex senatore Pdl Nicola Paolo Di Girolamo dopo l'indagine della Procura di Roma su un presunto maxiriciclaggio di due miliardi di euro che coinvolge, tra gli altri, anche ex dirigenti di Telecom Italia Sparkle. Il gup Massimo Battistini ha stabilito, inoltre, che l'ex parlamentare restituisca oltre 4 milioni di euro tra liquidi, beni immobili e quote di società e auto di lusso. L'ex senatore è accusato di associazione per delinquere finalizzata all'evasione fiscale e al riciclaggio transnazionale e di scambio elettorale aggravato dal metodo mafioso in relazione alla sua candidatura nella circoscrizione Europa alle politiche del 2008. Di Girolamo, dopo essersi dimesso dalla sua carica,si costituì in carcere il 3 marzo dello scorso anno. Secondo l'accusa la sua elezione all'estero è avvenuta grazie all'intervento della criminalità organizzata. Finora Di Girolamo tra carcere e domiciliari, ha già scontato quasi un anno e mezzo. I suoi legali, Carlo Taormina e Pierpaolo Dell'Anno, non escludono il ricorso in Cassazione. I penalisti hanno un mese di tempo per decidere se impugnare il patteggiamento. Altrimenti la condanna diventerà esecutiva. Nel corso di questi mesi l'ex senatore è stato ascoltato numerose volte dai magistrati di piazzale Clodio. Di Girolamo avrebbe ricostruito con gli inquirenti tempi e modi della sua elezione a Palazzo Madama definendo le motivazioni della sua candidatura e citando i referenti politici che la approvarono. Secondo l'accusa, la sua elezione nel collegio estero di Stoccarda sarebbe stata favorita da un broglio elettorale realizzato dalla famiglia Arena, della 'ndrangheta di Isola Capo Rizzuto, che avrebbe acquistato numerose schede elettorali fra gli immigrati calabresi nella città tedesca, apponendo poi sulle schede il voto per Di Girolamo. Il tribunale capitolino ha, inoltre, condannato, sempre con patteggiamento a 5 anni anche l'imprenditore Fabio Arigoni che dovrà restituire quasi cinque milioni di euro. Quest'ultimo, che si trova ai domiciliari, era stato per un periodo latitante a Panama ed era finito sotto inchiesta per aver trasferito o movimentato ingenti somme di denaro di provenienza delittuosa in virtù del suo ruolo di amministratore unico della Telefox srl e della Telefox International srl. Sia De Girolamo che Erigono sono stati interdetti dai pubblici uffici per 5 anni. Il gup, infine, ha comminato una condanna a 4 anni e 8 mesi a Franco Pugliese, ritenuto esponente della cosca calabrese degli Arena di Isola Capo Rizzato. Il giudice lo ha scagionato dall'accusa di scambio elettorale aggravato dal metodo mafioso mentre lo ha ritenuto responsabile dei reati di intestazione fittizia di beni (nel caso specifico uno yacht) e di quello di minaccia per impedire l'esercizio del diritto di voto, sempre con l'aggravante del metodo mafioso.

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