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All'Enel sparisce il computer con i siti nucleari

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Perl'azienda, si legge in una nota, «è davvero singolare che un furto così mirato avvenga proprio a pochi giorni dalla tornata referendaria». Parole che lasciano intendere la preoccupazione della società rispetto a un possibile utilizzo strumentale, «politico», del materiale sottratto. Il materiale sarebbe datato, non svelerebbe alcun segreto industriale, e sarebbe di fatto superato dalle decisioni del Governo seguite all'incidente di Fukushima. Ma potrebbe comunque essere utilizzato per creare allarmismo rispetto alla localizzazione delle aree adatte alla costruzione di siti nucleari, diventando uno strumento per la campagna referendaria. L'Enel vuole sottrarsi proprio ad ogni strumentalizzazione e avvertire preventivamente l'opinione pubblica rispetto all'ipotesi, per ora solo potenziale, che possano essere utilizzati a scopi propagandistici quei «documenti aziendali relativi a studi e analisi preliminari, privi di risvolti operativi» contenuti nel Pc rubato. Il computer appartiene a una dipendente della società che ne ha denunciato il furto tra giovedì sera e ieri mattina. Secondo una prima ricostruzione, il furto potrebbe essere avvenuto tra le 16.40 del primo giugno, orario in cui la dipendente ha lasciato l'ufficio, e le 8 e 20 di ieri mattina, quando è tornata al lavoro. La donna ha riferito che il computer, un Hp, era in un cassetto della scrivania chiuso a chiave, nell'open space dove lavora.

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