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Italiani al voto Affluenza in calo

elezioni

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Al giro di boa della due giorni elettorale l'affluenza è in calo. Ieri alle urne il 51,9% dei votanti per le comunali contro il 53,89% delle precedenti consultazioni (meno 1,99%) e il 40,96% per le provinciali (contro il 43,52%), meno 2,56%. Questi i dati medi nazionale. L'aver dato allo scontro un tenore nazionale - puntando tutto su alcune sfide chiave - però, ha dato i suoi frutti. Il fronte più acceso è Milano. Nel capoluogo lombardo lo scontro Moratti-Pisapia ha portato alle urne l'1,24% in più dei votanti rispetto al 28 maggio 2006, quando la Moratti venne eletta al primo turno con il 52% delle preferenze. I candidati sperano. Il dato in aumento, in controtendenza rispetto alla media, chi avrà premiato? «Un'alta percentuale di votanti alle urne è per noi un segno estremamente positivo, non solo perché la democrazia più è partecipata più è sana, ma anche perché il nuovo sindaco sarà ancora più forte grazie al contributo dei tanti cittadini che tornano al voto», dice Maurizio Baruffi, portavoce del candidato sindaco di Milano per il centrosinistra. «Si conferma - aggiunge - il segnale che avevamo previsto di una maggiore mobilitazione dell'elettorato di centrosinistra che negli ultimi anni si era astenuto scegliendo di non partecipare. La partecipazione è stata molto forte e sentita durante la campagna elettorale e in particolare negli ultimi giorni. Soprattutto fra i giovani avevamo e abbiamo sentore di una spinta decisa nei confronti di Giuliano Pisapia». Sarà. Ieri, intanto, il premier Berlusconi, giunto al seggio, ha manifestato ottimismo: «Non possiamo perdere Milano», ha spiegato. Nel capoluogo lombardo hanno votato anche il leader del Carroccio Umberto Bossi (a Via Fabriano, a pochi metri da via Bellerio, sede della Lega), il presidente della Provincia Guido Podestà e il suo collega alla Regione Roberto Formigoni, al seggio in completo decisamente casual. Anche a Torino la percentuale dei votanti è in aumento: più 2,99%. Il candidato del centrosinistra Piero Fassino ieri mattina è stato il primo a recarsi al seggio, intorno alle 11. Poco più tardi è arrivato il suo competitor Michele Coppola, che ha spiegato di voler dedicare la domenica a suo figlio neonato. L'aumento dell'affluenza fa ben sperare il centrodestra. Bloccare il rappresentante democratico al primo turno, costringendolo al ballottaggio, per Pdl e Lega sarebbe già una bella vittoria. Le cattive notizie per il centrosinistra però non finiscono qui. A Bologna si è verificato un vero e proprio crollo: la percentuale dei votanti è scesa di oltre 13 punti. L'affluenza alle urne è stata del 52,68% in drastico calo rispetto al 66,43% delle precedenti amministrative. Era il 7 giugno del 2009 e Flavio Delbono veniva eletto al ballottaggio con il 60,8% delle preferenze. La roccaforte rossa adesso trema. Il leghista Manes Bernardini, dati i numeri, spera nel ballottaggio. Per Bersani e compagni sarebbe una vera debacle. Percentuali in calo anche a Napoli: meno 3,38% rispetto al 28 maggio 2006 quando Rosa Russo Iervolino veniva eletta al primo turno il con il 57,2% delle preferenze. La partita Lettieri-Morcone-De Magistris è ancora tutta da giocare. In Campania i Verdi hanno segnalato casi di «voto inquinato» e a Napoli, in una sezione del Pallonetto di Santa Lucia, una signora avrebbe ricevuto due schede per votare alle comunali. Oggi i seggi resteranno aperti dalle 7 alle 15. Tutti si giocano tutto. La guerra continua.

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