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Si sgonfia il Ruby-gate

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Il caso Ruby sugli spalti del Flaminio per Italia-Irlanda di rugby

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«Sono ad Arcore e stasera ho un bunga bunga da organizzare...Ho un compito improbo: fare il casting, e devo dire che non è affatto spiacevole». Con questa battuta il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, ha aperto ieri sera il suo intervento telefonico all'assemblea regionale dell'Alleanza di Centro di Francesco Pionati in corso a Milano. Scherza, il Cav, mentre in Procura per lui pare sempre più probabile la richiesta di rito immediato solo per il reato di concussione. Formalmente i pm di Milano che indagano sul caso Ruby scioglieranno la riserva tra domani e martedì, ma la strada scelta sarebbe questa: separare le imputazioni a carico del Presidente del Consiglio e inoltrare al gip Cristina di Censo la richiesta di processare il capo del governo solo per la concussione (ovvero per la telefonata con cui, nella notte cruciale del 27 maggio scorso, premette sulla questura di Milano per il rilascio della ragazza marocchina) e invece di procedere con il deposito degli atti per l'altro reato che gli è stato contestato, cioè di prostituzione minorile. In queste ore i magistrati stanno comunque ancora esaminando la giurisprudenza in vista della decisione finale. E il codice, sostengono gli esperti, non consente di celebrare i giudizio con rito immediato per il reato di utilizzo di prostituzione minorile. Dietro la strategia dei magistrati ci sarebbe anche la volontà di portare Berlusconi in Aula, processarlo e farlo condannare per almeno una parte dei reati che gli vengono contestati, prima che il clamore sul Ruby-Gate si sgonfi. Per il reato di concussione, Articolo 317 del codice penale, la pena va dai tre ai dodici anni. Ma questa strategia comporterebbe un rischio: se il processo verrà spezzettato in più parti Milano rischierebbe di perdere la competenza sul capitolo delle serate di Arcore, che potrebbe finire al tribunale di Monza. Sempre che i pm non trovino il modo di riunire i due procedimenti nella fase del dibattimento. Nel frattempo si complica il giallo delle foto del Silvio "desnudo" che si dice siano in vendita sul mercato del gossip a cifre stellari (un milione di euro). Nella notte fra venerdì e ieri dall'archivio della Fenice, la nuova agenzia di Fabrizio Corona, sono spariti scatti e hard disk. I ladri sono entrati nella sede della sua nuova agenzia e hanno portato via i computer. «Mi sono davvero rotto, sono quattro giorni che mi chiamano tutti i giornalisti e tutti mi chiedono la stessa cosa, se ho quelle foto. Non è un caso che chi è entrato nella mia agenzia abbia lasciato soldi e assegni e si sia portato via l'archivio segreto e gli hard disk», ha sbottato ieri Corona. «Quello che ho subito non è un furto, chi è entrato nella mia agenzia cercava foto di Berlusconi nudo». «Ma io adesso ho paura, ho paura che mi possa accadere qualcosa e ho deciso che racconterò tutta la verità». Poi ha annunciato: «Domani (oggi ndr) vado a Canale 5 e devono lasciarmi parlare senza interrompermi, racconterò finalmente tutto quello che devo dire su questa storia». Che si tratti di un furto su commissione è convinto anche il direttore dell'agenzia, Luca Arnau: «Ma quelle foto che cercavano non erano nell'archivio, perché non sono in nostro possesso e non c'era null'altro di compromettente». I ladri, secondo il direttore dell'agenzia che si trova in via De Cristoforis, avrebbero portato via solo i cd e i supporti che custodiscono l'archivio fotografico, lasciando invece oggetti di valore come stampanti e schermi del pc.   Corona era stato tra i primi a parlare di presunte foto o video delle cene a casa del presidente del consiglio Berlusconi, in circolazione sul mercato del gossip. Aveva poi smentito le interviste, ma forse qualcuno non si è fidato e ha deciso di verificare direttamente. Ieri, intanto, dopo la denuncia partita dai legali di Berlusconi il Garante della privacy ha inviato a Il Fatto Quotidiano una richiesta perentoria: il giornale deve fornire informazioni, entro le ore 14 dell'8 febbraio, su quanto pubblicato venerdì scorso. Ovvero che vi sarebbero foto del presidente svestito e circondato da ragazze e che sarebbe in corso un'asta fra alcuni settimanali e quotidiani per l'acquisto di queste immagini. Che per il momento non sono saltate fuori. Neppure dall'archivio di Corona.

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