Minetti: "Con Berlusconi solo affetto"
Per i magistrati non c'è bisogno di un altro interrogatorio. Per la difesa di Nicole Minetti, invece, è necessario che il consigliere Pdl torni davanti ai pm milanesi per continuare a respingere le accuse di induzione alla prostituzione. «Le dichiarazioni dell'indagata sono state esaustive», tagliano corto gli inquirenti. «La mia assistita chiederà di essere ascoltata nuovamente, non ha ancora finito di parlare con chi l'ha indagata». Anche in questo, dunque, non si sono punti di contatto tra chi ha sollevato il coperchio sulle presunte feste a «luci rosse» organizzate dal presidente del Consiglio Berlusconi nella sua villa ad Arcore. «L'interrogatorio di ieri (domenica ndr) è stato soltanto sospeso a causa di miei impegni», ha sottolineato l'avvocato della Minetti, il penalista Daria Pesce. Di parere decisamente differente la procura di Milano, secondo cui il lungo colloquio di due giorni fa, durato tre ore, con l'ex soubrette e igienista dentale del premier, «è stato esaustivo». Dunque i magistrati Ilda Boccassini, Antonio Sangermano e Pietro Forno, non avrebbero intenzione di convocare una seconda volta la donna che avrebbe gestito le ragazze che frequentavano la residenza del Cavaliere e le abitazioni di Milano Due, in via Olgettina 65. Durante l'interrogatorio, Nicole Minetti avrebbe risposto solo ad alcune domande dei magistrati, come a quelle che riguardavano i suoi rapporti personali con il premier, che si sarebbero intensificati dopo le cure ricevute da Berlusconi a seguito dell'aggressione da parte di Massimo Tartaglia nel 2009. L'ex soubrette avrebbe riferito ai pm che tra lei e il Cavaliere c'è un vero e proprio legame affettivo che è cresciuto nel tempo. Nicole Minetti si sarebbe invece avvalsa della facoltà di non rispondere quando i magistrati le hanno domandato quali erano i rapporti con le ragazze che abitavano in via Olgettina e particolari sulle feste organizzate dal premier ad Arcore e nelle altre sue residenze. Intanto l'attività della procura di Milano non si ferma. In settimana, infatti, i magistrati depositeranno al giudice per le indagini preliminari Cristina Di Censo la richiesta di giudizio immediato per Silvio Berlusconi, anche se il premier, indagato per concussione e prostituzione minorile, ha deciso di non presentarsi dai pm perché considerati non competenti a interrogarlo. L'inchiesta, scoppiata intorno alla figura di Ruby, la ragazza marocchina Karima el Mahroug, ha fatto finire sul registro degli indagati anche altri personaggi noti: il direttore del Tg4 Emilio Fede e il manager di molte showgirl e personaggi dello spettacolo Lele Mora. Nel fascicolo dell'indagine ci sono, per ora, oltre seicento pagine, tra intercettazioni telefoniche e sms. Ma ben presto potrebbe aumentare di volume, poiché non è escluso che i magistrati depositino nell'ufficio del giudice Di Censo anche altri documenti raccolti durante le indagini. Tra questi, i risultati delle perquisizioni compiute nelle case degli indagati e delle ragazze che hanno frequentato la villa ad Arcore. Nell'abitazione di Maria Esther Garcia Polanco a via Olgettina 65, sono stati sequestrati due chili e 800 grammi di droga. Secondo gli inquirenti, gli stupefacenti erano del convivente della giovane, Ramirez Della Rosa, che è stato trovato alla guida di una Mini Cooper di proprietà di Nicole Minetti: l'uomo è già stato condananto la scorsa settimana a otto anni di galera. «Non mi ricordo di aver detto cose di quel genere e se l'ho fatto era solo lo sfogo in un momento di rabbia, uno dei tanti che ho da quando è cominciato tutto questo», ha detto nei giorni scorsi Nicole Minetti, consigliere del Pdl alla Regione Lombardia, eletta nel listino bloccato della lista Formigoni. E ancora: «Io non ci sto a fare la figura della maitresse da quattro soldi. Chiunque mi conosce sa come sono fatta».
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