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Fli prepara la battaglia nelle città

Il premier Silvio Berlusconi rivolge un saluto al presidente della Camera Gianfranco Fini all'inizio del suo discorso a Montecitorio

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I «futuristi» sono pronti ai blocchi di partenza. Tutti con gli occhi puntati a dopodomani quando Gianfranco Fini darà il via alla fase costituente del partito. In altre parole, Futuro e Libertà per l'Italia diventerà a tutti gli effetti il nuovo soggetto politico del centrodestra, o meglio, come amano dire i finiani, la terza gamba della maggioranza. E così, da martedì, Fli inizierà a guardare sempre più al futuro. Vuole organizzarsi sul territorio. Pensa a costituire gruppi autonomi nelle amministrazioni locali: che si tratti di Comuni, Provincie o Regioni poco importa, determinante è dimostrare subito al Pdl che i fedelissimi del presidente della Camera sono altra cosa. L'obiettivo è dare prova di autonomia e gettare le basi per crescere raccogliendo quante più iscrizioni possibili. Una corsa contro il tempo per arrivare quanto più preparati ad affrontare le elezioni nel caso in cui il governo dovesse cadere o, comunque, per gestire al meglio la campagna elettorale per le amministrative che interesseranno l'Italia nella primavera dell'anno prossimo. Elezioni che interesseranno alcuni dei capoluoghi di regione tra i più importanti come Milano, Napoli, Bologna, Torino e Trieste. Ed è proprio dalla cittadina friulana che Fli lancia i primi segnali al mondo della politica. Il compito di scendere in campo tocca al sottosegretario all'Ambiente, nonché ex vicecoordinatore regionale del Pdl, Roberto Menia, che definisce come «possibile» una sua candidatura a sindaco, aggiungendo: «Non ho certo questa brama ma potrebbero essere le circostanze a indurmi a farlo». Circostanze che, come spiega a Il Tempo, «potrebbero indurci a doverci contare per capire quanto seguito abbiamo sul territorio e quindi bisognerà metterci la faccia».   Poi però smorza i toni: «Di acqua sotto i ponti ne deve scorrere comunque tanta». Decisamente più intricata invece la situazione in Emilia Romagna dove la diaspora di Fli ha prodotto solo una scissione nella minoranza in consiglio provinciale a Bologna. A muovere le fila della spaccatura bolognese è stato il deputato Enzo Raisi che è riuscito a strappare al Pdl 4 consiglieri su 9. La battaglia però si giocherà sulle candidature a sindaco. Da una parte i finiani avrebbero già fatto arrivare al Pdl la voce che se il centrodestra non dovesse candidare un nome forte per la città, lo stesso Raisi sarebbe disponibile a scendere in campo. Dall'altra ci sarebbe un Pdl che, su indicazione del consigliere regionale Galeazzo Bignami, vorrebbe lanciare la candidatura di Daniele Corticelli ad oggi leader di una lista civica. Una soluzione che potrebbe essere appetibile per attirare il consenso di Fli. A mettere i bastoni tra le ruote potrebbe essere però la Lega che, a Bologna, un nome forte ce l'ha: Manes Bernardini. Il segretario cittadino del Carroccio che, facendo incetta di preferenze, è riuscito a entrare in consiglio regionale. Scenari decisamente più complicati quelli che potrebbero invece verificarsi a Milano. Le voci che circolano vedrebbero il centrodestra spaccarsi in due: da una parte il Pdl riproporrà il nome del sindaco uscente Letizia Moratti, dall'altra però potrebbe decidere di candidarsi anche l'altro storico ex primo cittadino, l'eurodeputato del Pdl Gabriele Albertini. Un confronto che, se la sinistra non dovesse trovare un candidato altrettanto forte, potrebbe protrarsi fino al ballottaggio. E anche in questo caso l'appoggio di Fli, già ipotizzabile per Albertini, potrebbe diventare determinante. Analisi che comunque potrebbe essere stravolta dalla Lega che, già più volte, ha ammesso di voler candidare Umberto Bossi come primo cittadino.   Tutta fantapolitica, a sentire l'europarlamentare finiana Cristiana Muscardini, che aggiunge: «Prematuro fare discorsi su chi sarà il candidato sindaco di Milano. Noi ora siamo leali alla Moratti dato che nella sua giunta c'è il nostro assessore Giampaolo Landi e in consiglio la finiana Barbara Ciabò. Al tempo stesso però il sindaco deve dare risposte ai cittadini». E così, proprio nel giorno in cui, con molta probabilità, i finiani prevedono Milano come sede del primo Congresso di Fli, la Muscardini snocciola i primi numeri: «Ad oggi Generazione Italia conta in Lombardia 120 circoli con più di 2000 iscritti. E, dopo martedì, diventeremo ancora di più». Una certezza che ha anche Fini tanto che, intervenendo telefonicamente al convegno di Generazione Italia a Salerno, aggiunge: «Sono convinto che in tempi brevi ci saranno molte soddisfazioni». Soddisfazioni che iniziano ad arrivare tanto che, un po' in tutta Italia, molti amministratori locali aspettano la nascita del partito per creare dei gruppi autonomi. E così nel Lazio l'eurodeputato Potito Salatto annuncia di arrivare a raddoppiare i circoli di Generazione Italia entro fine mese e «che nelle prossime settimane si avvierà la costituzione dei gruppi autonomi nei comuni e nelle provincie del Lazio», aggiungendo che, in occasione delle Amministrative, «ognuno potrà scegliere sul territorio le alleanze che vuole». Numeri alla mano quindi in Regione il gruppo di Fli potrà contare su Nicola Illuzzi e, probabilmente, su Mario Brozzi, entrambi eletti nella Lista Polverini. In Campidoglio invece, i tempi sembrano essere più lunghi dato che i corteggiamenti dei «futuristi» nei confronti del rampelliano Fabrizio Santori sarebbero appena iniziati. Stesso scenario anche nelle Provincie del Lazio. A Frosinone l'anima dei finiani è il consigliere comunale e provinciale Fabio Bracaglia che grazie al suo impegno è riuscito a creare 25 circoli di Generazione Italia. E se a Rieti il bottino e decisamente magro (solo due consiglieri di circoscrizione) e a Viterbo l'unico dichiaratamente finiano è l'assessore comunale al bilancio Claudio Taglia, a Latina, dove il consiglio comunale è sciolto, ci sono due esponenti, di quello provinciale, che hanno deciso di aderire a Fli e si tratta del vicepresidente del consiglio Salvatore De Meo e del consigliere Gino Corato. Stesso numero che torna anche per quanto riguarda la regione Abruzzo dove, l'assessore Alfredo Castiglione e il consigliere Emilio Nasuti hanno giurato fedeltà ai «futuristi». Ma a sentire loro è solo l'inizio.  

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