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Dai pm anche il senatore Caruso

Il senatore del Pdl, Antonino Caruso

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Non si ferma l'attività della procura di Roma che indaga sulla casa di Montecarlo ex An. Raffica di interrogatori infatti negli uffici giudiziari, dove anche ieri è stato convocato un altro parlamentare per tentare di far luce sulla compravendita delol'appartamento in Boulevard Princesse Charlotte, dove ha abitato Giancarlo Tulliani, fratello della compagna di Gianfranco Fini. Ieri è stata dunque la volta del senatore del Popolo della Libertà Antonio Caruso che ha dovuto rispondere alle domande degli inquirenti che hanno aperto contro ignoti un fascicolo d'inchiesta ipotizzando il reato di truffa aggravata. Il parlamentare ha spiegato ai magistrati di essersi occupato, per circa un anno, delle pratiche di successione dell'immobile presso gli uffici di Montecarlo. Caruso, sentito come persona informata sui fatti a piazzale Clodio nell'ambito dell'inchiesta sulla vendita della casa nel Principato, avrebbe affermato davanti agli inquirenti che, quale avvocato d'affari, il suo compito è stato quello di seguire i diversi passaggi burocratici connessi alla donazione, in fase ereditaria, fatta dalla contessa Anna Maria Colleoni, la nobildonna di Monterotondo, e poi affittata a Giancarlo Tulliani, fratello di Elisabetta Tulliani, che ha dato al presidente della Camera dei deputati due figlie. Caruso avrebbe inoltre affermato di non essere mai entrato nell'abitazione di 70 metri quadri di Boulevard Princesse Charlotte, ma di averla solo vista dall'esterno, negando così di aver mai ricevuto una richiesta d'acquisto per la casa, per un valore superiore a quello che è stato poi il ricavato della vendita. Il procuratore aggiunto Pierfilippo Laviani non ancorqa ricevuto comunque la documentazione richiesta tramite rogatoria a Montecarlo e pertanto oggi verrà effettuato un nuovo sollecito alle autorità monegasche. Soltanto dopo aver letto le carte inviate dal Principato, il magistrato deciderà se convocare anche Giancarlo Tulliani. Due giorni fa, infine, sono stati sentiti, sempre come persone informate sui fatti, la segretaria particolare di Fini, Rita Marino, e Donato Lamorte, deputato nonché ex capo della segreteria del presidente della Camera. Quest'ultimo ha riferito agli inquirenti che quel viaggio a Montecarlo fu soltanto per «piacere» e non per compiere un sopralluogo dell'appartamento.

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