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Berlusconi avverte "Io non mollo"

Il premier Silvio Berlusconi

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Ferragosto in famiglia. Silvio Berlusconi è arrivato in Sardegna ieri a mezzogiorno e resterà per qualche giorno a Villa Certosa dove ad accoglierlo c'erano i figli Luigi e Barbara, entrambi avuti da Veronica. In serata il Cavaliere ha fatto una puntatina a Porto Rotondo, con Giorgio Valaguzza, marito di Barbara. Nella località più «in» della Sardegna si è intrattenuto anche con alcuni sostenitori. Si è rifiutato di parlare di politica, solo qualche parola per affermare di sentirsi «sereno e tranquillo». «Sono qui per fare il nonno», ha continuato, prima di congedarsi con una battuta: «Bisogna tenere duro, ma i cimiteri sono pieni di persone che si consideravano indispensabili». Poi ha incontrato il deputato Pdl Osvaldo Napoli e con lui ha parlato per una decina di minuti. «È tutto tranquillo - gli ha detto - a settembre andrà tutto a posto». Prima di salire sull'auto blu che lo ha riportato a Villa Certosa una concessione ai cronisti: «Io non mollo». Quanto è diversa questa estate rispetto a quella di un anno fa. L'anno scorso Silvio arrivò in Sardegna giusto in tempo, il 13 agosto, per festeggiare i 43 anni di Marina. L'andò ad accogliere al pontile di Villa Certosa e si trovò i primi paparazzi che l'avevano ritratto in accappatoio sul pontile: fu costretto a chiamare i carabinieri. Fu l'estate della violazione della privacy. La sua. Le foto di Zappadu, lo stesso fotografo sardo che minacciava di riprendere lui e i suoi ospiti in atteggiamenti intimi. Berlusconi costretto a ripararsi dai missili mediatici che gli arrivavano da ogni dove. Cominciò a sentire fastidio a stare ancora nella magnifica villa di Punta Lada e contattò due magnati russi che volevano acquistarla. Di nuovo estate. Di nuovo il privato che finisce in pubblico. Ma stavolta non è il suo. Quello di Gianfranco Fini. Costretto a difendersi dalle accuse, a spiegare persino se ha comprato una cucina e dove l'ha arredata. C'est la vie. Non è che Berlusconi ne goda ma non c'è dubbio che stavolta non gli dispiace vedere che chi gli ha sempre puntato il ditino, chi è stato lì a fargli la morale, ora si trovi nell'esatta condizione in cui era lui dodici mesi fa. Oramai parla di Fini quasi al passato. Ritiene che abbia perso credibilità. E, in questa situazione, vede difficile che il Pdl possa fare un accordo con lui. Altro che pace. La strategia sembra andare in tutt'altra direzione. Berlusconi è convinto che molti dei finiani torneranno indietro. Quanti? Forse una ventina. Anzi, in questo senso il pressing degli ex An nei confronti di coloro che hanno seguito il presidente della Camera si è fatto ancora più stringente, forte, minaccioso. Il messaggio è chiaro: se tornate con noi adesso è un conto, se lo fate più avanti sarà un altro. Le indiscrezioni che vengono fatte filtrare sono quelle di rivelazioni sempre più gravi per Fini, la situazione dell'appartamento di Montecarlo si aggraverà ancora di più e dare un segnale adesso ha un valore maggiore che darlo dopo. Per ora Berlusconi resterà in Sardegna per almeno tre giorni. La settimana prossima farà tappa a Milano e poi dovrebbe già rientrare su Roma. Il 20 è previsto un vertice Pdl, si comincerà dalla riorganizzazione del partito. Al momento le soluzioni sul tappeto sono le più varie. Ma rientra il tutto in una partita più ampia che naturalmente riguarda anche il governo. Un punto sembra fermo. Il Cavaliere vuole presentarsi in Parlamento alla ripresa dei lavori e fare un discorso sulle nuove priorità dell'esecutivo. Non pensa a nessun incontro o vertice con quelli di Futuro e Libertà. Al contrario, vuole andare dritto per la sua strada e proporre un patto secco: prendere o lasciare. Metterà così spalle al muro i finiani moderati che hanno detto di non voler votare contro il governo. Sulla pratica Fini ci ha messo una pietra sopra, come fosse qualcosa di un'altra epoca.

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