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Intercettazioni, il Pdl si ricompatta

Gianfranco Fini

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Alla fine ha vinto la ragionevolezza. E l'ostinazione di quelli che negli ultimi giorni si sono dannati l'anima per arrivare a una soluzione che mettesse d'accordo tutte le anime del Pdl, dai finiani ai falchi berlusconiani. Primo fra tutti il presidente del Senato Renato Schifani. Così ieri, dopo l'ennesimo vertice a palazzo Madama tra il ministro della Giustizia Angelino Alfano e i «tecnici» del Pdl, sul testo del disegno di legge sulle intercettazioni è emersa una linea che prende in considerazione le preoccupazioni espresse da una parte della maggioranza. In particolare per quanto riguarda il termine di 75 giorni come limite massimo per le intercettazioni e il divieto di utilizzarle anche per i processi in corso. In entrambi i casi il capogruppo del Pdl Maurizio Gasparri ha assicurato che ci saranno cambiamenti. Esattamente come chiedevano i finiani. E come invece fino a due giorni fa la maggioranza e il governo si erano rifiutati di prendere in considerazione. Ieri il ripensamento. «La norma transitoria verrà rivista – ha assicurato il relatore del ddl, Roberto Centaro – nel senso che si specificherà che tutti gli atti compiuti fino al momento dell'entrata in vigore della legge saranno comunque validi». Novità in arrivo anche per le intercettazioni ambientali. «Preciseremo meglio che queste si potranno fare anche se nel luogo che si intende mettere sotto controllo non si starà compiendo un reato – spiega il presidente della Commissione Giustizia del Senato, Filippo Berselli – Bisogna trovare una formulazione esatta del principio, ma abbiamo deciso di rendere più elastica l'attuale disposizione contenuta nel ddl. L'unica certezza è che non si potranno svolgere in luogo privato». Tornando alla possibilità di rendere più elastico il termine dei 75 giorni, Berselli precisa: «Se al settantacinquesimo giorno di un'intercettazione uscisse fuori qualcosa di veramente sensazionale, il pm potrebbe ordinare la prosecuzione degli ascolti per altre 48 ore. Anche se poi tale disposizione del pm dovrà sempre comunque essere ratificata dal gip collegiale. E se non dovessero bastare le prime 48 ore, le intercettazioni potrebbero durare ancora altre 48 ore.   Insomma, se continuando ad intercettare si scoprisse sempre qualcosa di importantissimo e di rilevante ai fini delle indagini, il prolungamento del controllo potrebbe continuare di 48 ore in 48 ore fino alla conclusione delle indagini preliminari». Stop invece all'altra richiesta arrivata dagli uomini di Gianfranco Fini di rendere intercettabili i cosiddetti reati satellite. «Sarebbe bello che ci spiegassero cosa si intende per "reati satellite" – ribatte Roberto Centaro – Da ex presidente dell'Antimafia e da magistrato vi posso dire che il reato satellite dal quale si può arrivare ad uno di mafia può essere qualsiasi cosa: dal furto all'omicidio. Quindi cosa facciamo? Prevediamo di poter intercettare tutti i reati contenuti nel codice penale?». «Chi parla di "reati satellite" non sa di cosa stia parlando...».   La maggioranza, comunque, prova a dialogare anche con il Pd, accogliendo la richiesta di togliere dal testo l'emendamento del governo sul segreto di Stato. «Faremo una valutazione se mantenerlo nel ddl intercettazioni o inserirlo in un'altra legge ad hoc – ha spiegato il capogruppo Pdl al Senato, Maurizio Gasparri – Ho visto che anche Anna Finocchiaro ha riconosciuto che la norma suggerita dal governo è più restrittiva di quella contenuta nella versione attuale del ddl. Comunque su questo aspetto è in corso una valutazione». E mentre ieri sera anche la Consulta sulla giustizia del Pdl ha approvato la linea che dà il via libera ai nuovi emendamenti sul testo, tutto si sposta a martedì prossimo, quando si riunirà prima l'Ufficio di presidenza del Pdl, poi la commissione giustizia del Senato e infine si tornerà in aula a palazzo Madama per la discussione.   Soddisfatti delle modifiche, gli uomini più vicini a Fini hanno sfoderato la loro miglior diplomazia. «Attendiamo di leggere il testo finale degli emendamenti che verrà predisposto dal collega Centaro – ha commentato il sottosegretario Andrea Augello – ma non possiamo non registrare notevoli passi in avanti sulle questioni su cui maggiormente si è discusso all'interno della maggioranza negli ultimi giorni».

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