Trent'anni fa l'Osservatore superava la cortina di ferro
Erail 1980, Giovanni Paolo II non aveva ancora celebrato il secondo anniversario della sua elezione al soglio pontificio, eppure la sua rivoluzione contro il regime comunista per liberare dall'oppressione la sua Polonia era già iniziata. Così ecco l'ulteriore stoccata: stampare un'edizione in lingua polacca del quotidiano della Santa Sede. Un'iniziativa che, come si legge nell'articolo dell'ex responsabile dell'edizione polacca e biografo di Wojtyla, Adam Boniecki, portò con sé «una grande mobilitazione dei servizi segreti». L'Osservatore infatti, distribuito nelle parrocchie in 120mila copie, consentì a un Paese comunista ciò che «mai prima era accaduto nella storia» ovvero essere informato sull'attività e l'insegnamento del Papa. Lo storico Andrzej Grajewski, rivela l'articolo, sta lavorando a un libro nel quale si spiegherà come «la nascita dell'edizione polacca faceva quindi parte delle azioni che gradualmente portavano alla distruzione dei muri che dividevano l'Europa».
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