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Nessuna certezza, tanta anarchia Il voto rischia l'annullamento o il rinvio

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Nel2005 quelle della Basilicata furono rinviate, a tre giorni dal voto, perché una sentenza amministrativa aveva riammesso una lista prima esclusa. Sono questi gli ultimi precedenti di interventi della magistratura per vicende legate alla presentazione delle liste. Ed è quello che potrebbe succedere anche nel Lazio, dove il ricorso al Consiglio di Stato contro la decisione del Tar potrebbe portare o ad un suo rinvio; o, addirittura, a un suo annullamento, ma dopo il 28 e il 29 marzo. Il primo marzo 2001 i giudici del Tar di Campobasso, ritennero fondata la denuncia di irregolarità nelle elezioni che si erano svolte nell'aprile del 2000. A vincere era stato Giovanni Di Stasi (Ds). In particolare, era stata ammessa al voto una lista dei verdi e dei Comunisti Italiani che non avevano l'autentica delle firme di presentazione. Il consiglio di Stato, nel giugno del 2001 confermò la sentenza, precisando che «la partecipazione delle liste che avrebbero dovute essere escluse ha inciso sull'esito elettorale». Il consiglio regionale venne quindi sciolto e la nuova consultazione si tenne l'11 novembre 2001. A Potenza la riammissione della lista di Unità Popolare, esclusa in un primo momento per mancanza di un modulo nella presentazione, costrinse il prefetto a firmare, a tre giorni dal voto, un decreto con il quale le elezioni regionali in Basilicata furono rinviate di due settimane.

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