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«Due udienze nella stessa stanza»

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Processicome quello di Lady Asl o delle coop casa lazio». Così Valerio Savio, componente della giunta distrettuale di Roma e Lazio dell'Anm nel corso di una conferenza stampa tenutasi al termine della cerimonia di inaugurazione dell'anno giudiziario. «Abbiamo fatto una ricognizione sui nostri ruoli per vedere quali sarebbero le conseguenze di un'eventuale entrata in vigore della legge sul processo breve - ha detto Savio - dall'esame è emerso che l'effetto principale si avrebbe su tutti i processi che non hanno imputati detenuti, su processi per reati contro la pubblica amministrazione, economici, tributari. Nessuna conseguenza per quanto concerne quelli che già attualmente procedono in maniera spedita e regolare, omicidi, droga, violenze sessuali. gli effetti saranno quindi devastanti». «Siamo disponibili a trovare un compromesso per fare le riforme - ha detto Marco Mancinetti presidente della sezione distrettuale dell'Anm - ma sono necessarie forme di deflazione e un incremento delle risorse. Riconoscimento la positività dell'innovazione disposta in tema di informatizzazione, ma a fronte di questo dato positivo i fondi per la giustizia non fanno che diminuire. Concordiamo con l'esigenza della celerità del processo ma a fronte dell'aumento del carico i magistrati sono sempre gli stessi e le sentenze non si possono fare con superficialità». Numerosi i problemi del distretto che sono stati ricordati: al civile ci sono magistrati che tengono udienze nella stessa stanza separati da un armadio, alla sezione lavoro c'è stato uno spostamento del personale che ha determinato il blocco delle iscrizioni dei nuovi ricorsi, c'è una carenza del 25 per cento di ufficiali giudiziari che procedano alle notifiche. Proprio questo problema è stato esaminato dal procuratore generale della Corte d'appello Luigi Ciampoli: «Vi è una serie infinita di notifiche la cui nullità travolge non solo la fase investigativa in cui si è verificata, ma anche i successivi stadi giuridsdizionali, benché in tali fasi il fascicolo investigativo non sia più utilizzabile. Ciò consente di attuare una strategia processuale meramente defatigatoria e strumentale con l'effetto "premiale" dell'annullamento delprocesso e dellaprescrizione die reati». E ancora: «Per realizzare l'obiettivo della ragionevole durata delprocesso si abbia il coraggio di chiedersi, facendo anche un'analisi di diritto comparato, se sia concepibile che un "processo accusatorio", sia pure all'italiana, si debba snodare per tre gradi di giudizio, di cui uno, di regola, "cartaceo", tenuto conto che la nostra Costituzione non prevede un giudizio di secondo grado ma soltanto il ricorso in Cassazione per violazione di legge».

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