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Berlusconi rilancia: "Maggioranza solida"

Il premier Silvio Berlusconi in Arabia Saudita

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ARABIA SAUDITA - «Qualche volta manchiamo al voto ma solo perché non siamo professionisti della politica e funzionari di partito come quelli della sinistra. Siamo gente che lavora. Ma la maggioranza è molto solida e continueremo a governare per i prossimi tre anni e mezzo, intendiamo portare a termine responsabilmente il mandato assegnatoci dagli elettori». Silvio Berlusconi invia un altro messaggio chiaro a chi si ostina a sperare in una fine prematura della legislatura. Lo fa dall'Arabia Saudita dove si trova per un viaggio istituzionale (visiterà anche il Qatar). Davanti alla comunità italiana di Gedda il premier rivendica il lavoro fatto dal governo in questi mesi per affrontare le «emergenze ereditate dal passato». Dai rifiuti a Napoli ad Alitalia, senza dimenticare il sisma in Abruzzo. «Prima del mio avvento in politica - ricorda - gli elettori votavano senza sapere il programma, gli alleati ed il nome del presidente del consiglio. Noi abbiamo fatto l'opposto: è la nuova moralità della politica, che non è solo non rubare ma mantenere promesse fatte ad elettori». Quindi parla della crisi economica. «Guardiamo con tranquillità al futuro - assicura -, nonostante la crisi da cui verremo fuori prima e meglio degli altri paesi perché siamo un popolo di risparmiatori e il nostro sistema bancario si è rivelato il più solido. Inoltre abbiamo sostenuto lavoratori e imprese in difficoltà. Il percorso non sarà velocissimo ma ci lascia relativamente tranquilli». Ma è soprattutto su un punto che il presidente del Consiglio insiste. «Stare in Parlamento è davvero molto pesante - prosegue -. A volte si fanno sedute con tanti emendamenti alle leggi, ma è la democrazia ed è giusto che sia così. Noi siamo abbondantemente presenti anche se, quando c'è da approvare ordini del giorno di scarsa rilevanza, qualche volta manchiamo. Ma non guardate quello che dicono i giornali, a volte la realtà è molto diversa. La situazione è abbastanza tranquilla». Insomma con quell'«abbastanza» il Cavaliere fa capire che non tutto va a meraviglia, ma la situazione, per ora, è comunque sotto controllo. Quanto al contenuto specifico del viaggio poi, il premier racconta che i sauditi condividono «la preoccupazione per il comportamento dell'Iran» e che i colloqui avuti durante questo primo scorcio di visita sono stati «amichevoli, aperti, cordiali e franchi». «Ho prospettato una missione di imprenditori medi e piccoli italiani - spiega -, per proporre la possibilità di una loro partecipazione con imprenditori locali in diverse imprese, nelle quali noi potremmo offrire il nostro know how. Abbiamo messo a segno un goal che ci ha dato la simpatia marcata dei paesi arabi, ovvero la questione coloniale risolta con la Libia, che aveva una festa della vendetta che è stata trasformata in festa dell'amicizia. È stato considerato un atto positivo verso tutti i paesi arabi e ora ci dà apertura e lavoro per le nostre imprese».

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