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Colpo di scena, Nobel a Obama

Barack Obama

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La notizia della vittoria del Nobel per la Pace ha colto di sorpresa la Casa Bianca. Il portavoce Robert Gibbs aveva reagito a caldo con una e-mail composta da una sola parola «WOW!» (un'esclamazione di sorpresa) prima di svegliare il presidente alle sei del mattino (circa un'ora dopo l'annuncio da Oslo) per comunicare la buona notizia. «Non pensavo di svegliarmi così stamattina», ha poi detto Barack Obama commentando il Nobel per la Pace nel giardino della Casa Bianca. Il presidente ha detto di essere «sorpreso» per il conferimento del Nobel proprio a lui e di accettare il riconoscimento «con profonda umiltà». «Accetto questo premio come una chiamata all'azione per tutte le nazioni davanti alle sfide del XXI secolo - ha aggiunto - Non lo considero un riconoscimento per le cose che ho fatto, ma piuttosto un'affermazione della leadership degli Stati Uniti». «Per essere onesto, non credo di meritare di essere in compagnia di tante figure che hanno cambiato il mondo e che mi hanno ispirato», ha detto il presidente. Obama ha spiegato che una delle figlie ha esclamato «Papà, hai vinto il Nobel per la Pace e oggi è il compleanno del cane Bo». E l'altra: «Papà, lo sai che adesso abbiano tre giorni di vacanza?» (lunedì è festivo negli Usa). «Questo tanto per tenere le cose in prospettiva», ha aggiunto il presidente con un sorriso. Il Nobel ad Obama ha sorpreso anche il resto dell'America. Scatenando subito i critici del presidente che hanno definito «prematura» la scelta del Comitato norvegese. «Obama finora ha fatto la pace solo con Hillary Clinton», ha osservato con sarcasmo un editorialista del Wall Street Journal. E il New York Times ha parlato «di potenziale handicap in patria». Pareri tutto sommato compiaciuti in giro per il mondo. Sospeso il giudizio di Pechino e Mosca. Mentre l'ex leader Gorbaciov ha commentato: «giusta decisione, le sue visioni sono vicine alle mie». Piene di speranza anche le dichiarazioni dei leader mediorientali. Congratulazioni da israeliani e palestinesi. Ma anche la Siria e Hamas hanno espresso giudizi positivi. Ambiguo come sempre il giudizio di Teheran che parla di «auspicio per la giustizia mondiale». Un Nobel per la pace che non faciliterà la scelta sull'invio di nuove truppe in Afghanistan. Dove l'America è in guerra.

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