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Rinascono i comunisti con falce e martello

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Maun nome e una forma politica nuovi: «Federazione della sinistra di alternativa». Rifondazione comunista, Comunisti italiani e Socialisti di sinistra giocano la carta dell'unità. Perché, come dice Oliviero Diliberto, «non basta avere ragione, ma bisogna avere la forza». La forza per affrontare il sistema bipolare, ma ancor prima per superare l'attuale «inadeguatezza», che ha costretto la sinistra anticapitalista fuori dal Parlamento, nazionale ed europeo. Il percorso si è sviluppato negli ultimi mesi. Prima la lista unitaria alle europee, poi l'appello «per un nuovo inizio» lanciato su internet, infine, ieri, un'assemblea nel centro congressi Frentani di Roma, che avvia il processo costituente. A fine ottobre, l'appuntamento che sancirà la nascita della federazione. «La sfida è riuscire a costruire un nuovo modo di stare insieme, per evitare che il 5% di cose che non condividiamo ci obblighino a rompere, come è stato in passato», dice il segretario di Rifondazione comunista, Paolo Ferrero, che parla per ultimo a una platea ancora gremita di militanti, nonostante un dibattito durato circa sette ore. Uno degli applausi più lunghi lo raccoglie il segretario del Pdci, Oliviero Diliberto, quando dice: «Io sono marxista e voglio ragionare con quelle categorie». Anche se precisa: «Questa non è un'operazione nostalgica, ma l'inizio di una fase di studio, perché un giovane non può essere comunista come lo siamo stati noi». Ferrero parla di una «opposizione sociale, che ricostruisca un sano conflitto di classe e un conflitto contro i poteri costituiti». Diliberto sottolinea: «Il riferimento simbolico restano la falce e il martello, perché sono i simboli del lavoro e dei lavoratori. E non è abolendo i simboli che possiamo risolvere il problema della nostra attuale drammatica inadeguatezza». Ma il progetto non si limita ai comunisti. Cesare Salvi annuncia che il suo movimento, Socialismo 2000, «partecipa con convinzione a un progetto federativo in cui sono rispettate le diverse identità, anche di associazioni e società civile». E l'invito resta aperto a Sinistra e libertà. Anche se Nichi Vendola e i suoi sembrano più attratti dalle sirene del Partito Democratico. Insomma, dopo il fallimento dell'esperienza della Sinistra l'Arcobaleno che perse miseramente le Politiche del 2008, a sinistra si torna a percorrere la strada dell'unità. Anche se l'obiettivo appare tutt'altro che semplice da raggiungere. Nonostante i proclami, infati, c'è ancora un punto divide però i «federati». Quale l'approdo finale? Diliberto e Salvi sostengono che debba essere un vero e proprio partito. Ferrero ritiene invece che il partito finirebbe inesorabilmente per dividersi, come successo a Rifondazione, quindi meglio restare federazione. Il processo è avviato, l'esito si vedrà.

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