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G8 Esteri, pieno appoggio a Karzai

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Conquesti impegni il G8 dei ministri degli Esteri, che si è chiuso ieri a Trieste, si prepara a puntellare il delicato processo elettorale afghano senza nascondere la «preoccupazione» per quanto sta avvenendo sul terreno. La strategia del presidente afgano Hamid Karzai per raggiungere una riconciliazione nazionale è «da incoraggiare fortemente», ha spiegato il ministro Frattini a nome degli otto Grandi. Il G8, si legge nel documento finale, è convinto che sia necessario trovare soluzioni politiche e, soprattutto, concretizzare forme di «cooperazione regionale» strutturate così come successo in questi giorni a Trieste. Naturalmente la mancata presenza dell'Iran a Trieste ha privato il Vertice di una presenza importante: «è stata un'occasione persa», ha commentato Frattini dicendosi sicuro che Teheran in futuro non potrà sottrarsi ai suoi obblighi di potenza regionale nei confronti dell'Afghanistan. L'obiettivo della Conferenza di Trieste per l'Afghanistan è stato quindi quello di dare «coerenza e concretezza» agli sforzi della Comunità internazionale che pur ingenti spesso mancano di coordinamento. Ma anche di far collaborare strettamente Afghanistan e Pakistan in diversi settori come, ad esempio, il controllo delle frontiere. Ma la situazione sul territorio resta seria. Ieri mattina una pattuglia di paracadutisti della brigata Folgore è stata attaccata a circa 40 chilometri a Nord-Est di Farah, in Afghanistan con un ordigno esplosivo piazzato sulla carreggiata stradale. Il Blindato «Lince» coinvolto nell'esplosione, è stato gravemente danneggiato ma le protezioni del veicolo hanno fatto sì che nessun militare italiano rimanesse ferito in conseguenza dell'attentato. La pattuglia italiana, come hanno riferito fonti del Comando regionale Ovest, il settore della missione multinazionale Nato Isaf posto sotto la competenza italiana, era diretta a Bala Baluk per garantire la sicurezza ad una caserma dell'esercito afghano che era sottoposta ad attacco da parte degli insurgens.

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