Chiamparino: «Io sleale? Nel Pd non esiste luogo di discussione»
Hoil diritto di esprimere la mia opinione, in attesa di avere un luogo nel partito dove poterla esprimere». Sergio Chiamparino, sindaco di Torino, risponde così, intervistato dalla Stampa, alle accuse che gli arrivano dal suo stesso partito dopo le dichiarazioni «pro-linea-dura» sui respingimenti dei barconi pieni di immigrati. «Soro - continua Chiamparino - avrebbe scritto che devo essere più responsabile? Ribadisco: non ho ricevuto ancora alcuna lettera, e non sposto di una virgola quanto ho detto. La mia posizione è chiara. Peccato che nel Pd non esista un luogo dove confrontarsi, tanto meno in segreteria». Affermazioni che hanno trovato l'immediato appoggio di alcuni esponenti del Pd: «Non mi pare che Chiamparino abbia espresso altro che considerazioni di puro buon senso» commenta Enrico Letta. E il vicepresidente dei senatori del Pd, Luigi Zanda, continua: «La posizione di Chiamparino è quella di chi, confrontandosi tutti i giorni con i problemi di sicurezza di una grande città del nord, non intende cedere davanti all'illegalità». Di tutt'altro avviso invece Mario Adinolfi, membro della direzione nazionale del Pd: «Qualcuno potrebbe lavorare di più e parlare di meno». In questa diatriba si insinua il ministro Roberto Calderoli: «Il Pd un partito unico? Mi riesce davvero difficile crederlo o anche soltanto immaginarlo».
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