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Scuola, arriva il 5 in condotta

Scuola

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Su proposta del ministro dell'Istruzione, dell'università e della ricerca, Mariastella Gelmini, il Consiglio dei ministri ha approvato uno schema di regolamento che coordina le disposizioni vigenti in materia di criteri per la valutazione degli studenti. La valutazione complessiva, fino ad oggi legata all'apprendimento, terrà conto anche del comportamento degli studenti quale elemento essenziale del processo formativo e requisito di base per l'ammissione agli anni successivi ed agli esami di Stato. Questi i nuovi criteri per l'attribuzione del voto in condotta. Il 5 in condotta comporterà la non ammissione all'anno successivo o agli esami di Stato e concorrerà alla determinazione dei crediti scolastici. L'insufficienza sarà attribuita dal collegio dei docenti per gravi violazioni dei doveri degli studenti definiti dallo Statuto delle studentesse e degli studenti e cioè nei seguenti casi: allo studente che non frequenta regolarmente i corsi e non assolve assiduamente agli impegni di studio; a chi non ha nei confronti del capo d'istituto, dei docenti, del personale della scuola e dei compagni il dovuto rispetto; a chi non osserva le disposizioni organizzative e di sicurezza dettate dai regolamenti dei singoli istituti; agli alunni che non utilizzano correttamente le strutture, i macchinari e i sussidi didattici; a chi arreca danno al patrimonio della scuola.  Per prendere un'insufficienza in condotta, comunque, si deve aver già preso una sanzione disciplinare. Se il comportamento indisciplinato si ripete l'insegnante con il collegio dei docenti può decidere per l'attribuzione del 5. Il regolamento introduce, inoltre, la valutazione con il voto numerico per tutte le materie e in tutte le scuole, dalla primaria alla secondaria di secondo grado. Sul testo verrà acquisito il parere del Consiglio di Stato. "Si restituisce autorevolezza alla scuola, agli insegnanti e al percorso didattico ed educativo. Si stabiliscono infatti delle regole precise che devono essere rispettate, e la violazione grave e ripetuta delle quali comporta sanzioni adeguate". Lo ha detto il ministro della Gioventù Giorgia Meloni al termine del Consiglio dei Ministri. "Credo che si tratti di uno strumento importante per arginare e combattere i crescenti fenomeni del bullismo e di devianza giovanile nelle scuole. Sono particolarmente soddisfatta", anche per il riferimento esplicito all'impossibilità di usare come parametro per l'assegnazione del voto in condotta la legittima espressione delle proprie opinioni. Una norma che garantisce libertà di espressione, di manifestazione e anche di contestazione al movimento studentesco e dissipa tutti i timori di imbavagliamento da un lato e di uso politico del voto in condotta dall'altro".  

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