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La scommessa di Berlusconi "Preoccupato per la crisi"

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Silvio Berlusconi

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Ha sempre preferito affrontare la questione con ottimismo, diffondendo serenità ai cittadini, nella consapevolezza che «le crisi vanno e vengono». Ma ora qualcosa è cambiato e per la prima volta il premier si mostra preoccupato per la situazione economica. Una crisi finanziaria che, spiega il capo del governo in una conferenza stampa a Palazzo Chigi, «ha dimensioni non ben definite noi la guardiamo con preoccupazione. Siamo convinti che dipenda molto anche dai nostri comportamenti, ma è una crisi globale di cui realisticamente abbiamo sempre preso atto e lo facciamo ancora». La virata di Berlusconi, ha innescato in molti interrogativi e dubbi. E come sempre accade in politica si sono fatte tutte le dietrologie possibili. Tanto che, lui stesso, parlando nel pomeriggio con alcuni giornalisti in un albergo di Cagliari, smorza i toni spiegando che la sua è una preoccupazione normale: «Ogni persona di buonsenso dovrebbe esserlo in una tale fase ma non c'è un fatto nuovo che mi fa preoccupare. Noi abbiamo dato una risposta alla crisi immettendo nel sistema 40 miliardi di soldi veri e stanotte (ieri ndr) abbiamo chiuso un accordo con le Regioni per 8 miliardi di euro». Intanto però, nei vari Palazzi si azzardano ipotesi alla ricerca della vera causa del pessimismo del premier. «Il problema vero è che Berlusconi vorrebbe fare tante cose - spiega un autorevole esponente del Pdl vicino a Palazzo Chigi -. Ma su ogni proposta il ministero dell'Economia mette il veto, dicendo che non ci sono soldi». In effetti, un po' di malessere sull'operato del ministro Tremonti, all'interno della maggioranza, c'è e non da oggi. È un'idea diffusa, all'interno della maggioranza, che il titolare di via XX settembre decida e si muova in piena autonomia, senza coinvolgere nessuno, tenendo la cassa dello Stato ben serrata anche laddove invece, ci sarebbe un piccolo margine di movimento. Un esempio viene dal crescente malessere da parte dei sindaci, in rivolta nelle ultime settimane proprio verso il ministro Tremonti. «I comuni hanno a disposizione 23 miliardi da poter investire - spiega Osvaldo Napoli vicepresidente dell'Anci e deputato del Pdl -. Sono soldi pronti, ma invece sono bloccati nella Tesoreria centrale. Mi chiedo perché, in un momento come questo, stoppare questi fondi quando si potrebbero fare tante cose per il territorio?». Sindaci insomma sul piede di guerra, tra i quali, dato significativo, ci sono anche tutti quelli della Lega, a cominciare da Tosi (Verona), Fontana (Varese), Giordano (Novara). Motivo per cui, nei giorni scorsi anche il leader del Carroccio Umberto Bossi sarebbe sceso in campo per difenderli. Se la maggioranza nutre qualche mugugno verso il ministro Tremonti, Berlusconi cerca di fare da collante. Con qualche difficoltà, forse. Spesso circolano rumors su presunte discussioni tra i due, con il primo che blocca il secondo sui progetti da realizzare e quindi i soldi da investire (vedi la Olbia-Sassari, opera fondamentale per la Sardegna, uno dei punti del programma del G8, per cui da Roma non è arrivato il via libera dal ministero dell'Economia). Intanto, il presidente del Consiglio torna per la quinta volta in Sardegna per chiudere la campagna elettorale del candidato Ugo Cappellacci contro Renato Soru. Nel comizio finale, al Palazzetto dello sport di Cagliari, smussa ogni possibile dissidio con il Quirinale, affonda con decisione sulla sinistra, in ogni sua espressione: Walter Veltroni ed il suo Pd («Non è mai tenero con me. Quando si tocca un'altra istituzione, anche solo con un graffio, nascono polemiche, mentre lo sport nazionale della sinistra è prendersela con il presidente del Consiglio che è il presidente di tutti»); la Cgil ed il suo «sciopero fallito con una adesione solo al 6 per cento», e naturalmente il candidato sardo, Renato Soru, «fallito» anch'esso tanto che sarebbe bene «votare in modo che la Sardegna torni a sorridere ed entri aria fresca nelle stanze della Regione».

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