Slitta il voto del Csm Mancino: «Non siamo la terza Camera»
Il vice presidente Nicola Mancino reagisce, difendendo il Csm, alle critiche di ingerenza nell'attività del Parlamento rivolte dalla maggioranza, proprio per quel parere fortemente critico nei confronti del provvedimento governativo. Il plenum discuterà e voterà il parere martedì prossimo in una seduta straordinaria, convocata con l'intento di non far giungere l'opinione del Csm al ministro della Giustizia troppo tardi, visto che intanto la Camera sta andando avanti nell'esame del ddl e la Commissione Giustizia ha dato proprio oggi il via libera a una delle norme più controverse: quella che autorizza le intercettazioni solo se vi sono gravi indizi di colpevolezza. Ieri al Csm ci sono state soltanto le relazioni dei due estensori, i togati di Unicost Fabio Roia e Roberto Carrelli Palombi. Ma la scelta di avviare comunque la trattazione è stata oggetto di uno scontro tra Mancino e il laico di An Gianfranco Anedda, che chiedeva uno slittamento tout court alla prossima settimana per ragioni di opportunità, e che alla fine ha abbandonato l'aula, lamentando il mancato rispetto delle regole.
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