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«Non possiamo pagare solo noi per tutti»

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La notizia del taglio del 20% alle indennità dei sindaci gli richiama alla mente il 18 dicembre del 1935 «quando le nostre madri diedero l'oro alla Patria». Non le sembra un paragone un po' ardito? «È un'immagine simbolica per esprimere un concetto molto semplice». Cioè? «Non sono contrario al taglio delle indennità dei sindaci. Se c'è da dare "oro alla Patria" sono il primo a farlo, ma questo esempio deve essere seguito da tutti». Insomma, non siano i sindaci i soli a pagare. «Esattamente. I costi della politica non si abbattono con un semplice taglio alle indennità». E dove bisognerebbe intervenire? «Mi vengono in mente gli stipendi d'oro dei consiglieri di amministrazione di aziende legate allo Stato. O anche quelli di alcuni personaggi che lavorano in Rai. Che dire poi della burocrazia? Documenti che restano fermi per anni, chi paga i costi? E la lentezza con cui procedono le azioni civili?» Però il governo ha deciso di partire da voi. «Lo ripeto, son ben felice di dare questo tipo di esempio, ma i sacrifici devono toccare tutti». In realtà non è la prima volta che se la "prendono" con i sindaci. Anche Prodi, nell'ultima Finanziaria, aveva ridotto del 10% i vostri compensi. Ma siete veramente così ricchi? «Io so solo una cosa. Ogni mattina mi alzo alle 6 e lavoro fino a tarda notte. Se dovessero pagarmi gli straordinari guadagnerei molto di più di quello che percepisco. Inoltre, nonostante un bilancio da 114 milioni, tra spese correnti e mutui accesi, mi trovo a governare un comune con 7-8 milioni di euro. Sa cosa significa questo?» Pochi soldi? «Significa che bisogna continuamente intercettare risorse. Il tutto tenendo sotto controllo i costi e senza spremere i contribuenti. Come se non bastasse i sindaci hanno una responsabilità enorme e talvolta la Corte dei conti si abbatte su di noi, anche in maniera ingiusta. Quando un sindaco sbaglia, paga. Elio Catania per lasciare Ferrovie dello Stato ha ricevuto una liquidazione milionaria eppure non ha mai pagato quando un treno arrivava in ritardo. E se sbaglia un magistrato? Intanto, però, loro si aumentano gli stipendi. Insomma non si può pensare che siamo il male dell'Italia». Il vicepresidente dell'Anci Osvaldo Napoli sostiene che voi pagate per coprire i buchi delle Regioni. È così? «Sono stato consigliere regionale e deputato per lo stesso lasso di tempo. Lei lo sa che l'indennità regionale è superiore a quella nazionale? Sa quanto costa un l'ufficio di presidenza della Regione? Lo sa che ha un bilancio a parte? Mi sembra di vivere nel Paese del nonsense. Chi lotta tutti i giorni in trincea viene colpito, chi sta in panciolle e gode di privilegi non viene toccato. Mi sembra un falso moralismo». Cosa dovrebbe fare adesso il governo? «Io credo che se questa scelta non viene contemplata in un impianto generale si rischia un effetto boomerang. Io rinuncio ben volentieri al 20% della mia indennità che, comunque, vorrei sottolinearlo, sottraggo anche alla mia famiglia. Ma nel mirino non ci possono essere sempre e solo i sindaci che, tra l'altro, hanno sempre dimostrato un senso di responsabilità bipartisan nei confronti del Paese».

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